Notizie false sui social, Facebook dichiara guerra alle “bufale” online

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:45

Facebook dichiara guerra alle “bufale”. Il noto social network sta per rilasciare nuovi strumenti per cercare di limitare la diffusione di notizie false che circolano sul web. Secondo quanto dichiarato Adam Mosseri, vice-presidente di Facebook a capo della divisione News Feed, agli utenti darà la possibilità di segnalare gli articoli che trattano news false. Il noto social collaborerà soprattutto con siti come Snopes, Abc News, Associated Press, FactCheck.org e Politifact per verificare l’autenticità delle notizie e storie sospette. “Dare voce alle persone è una cosa in cui crediamo e non possiamo diventare arbitri della verità scrive su suo blog Mosseri -. Per questo stiamo affrontando il problema con grande cautela”.

La battaglia alle false notizie è stata intrapresa a causa delle polemiche che avevano investito il social network all’indomani della vittoria di Donald Trump. Zuckerberg in primis ha dapprima negato, poi ha corretto il tiro ammettendo che qualcosa bisognava fare. Il risultato è quello annunciato dal vice presidente: se una notizia verrà segnalata in quanto dubbia, perderà immediatamente la sua posizione fra quelle in evidenza. Le altre testate coinvolte la verificheranno. Se verrà stabilito che si tratta di notizia bufala apparirà con un bollino rosso, accanto al quale vi sarà un link che condurrà ad un articolo con la spiegazione del perché la tematica trattata è discutibile. Tuttavia, l’articolo non sarà cancellato; rimarrà comunque “condivisibile” seppur affiancato dal marchio “disputed”.

Il grande problema di Facebook, che ad oggi conta circa di due miliardi di utenti, è il seguente: tutti possono pubblicare quel che vogliono in una frazione di secondo. Per tanto verificare i loro contenuti non è cosa facile. Inoltre, un’azione di questo tipo porterebbe il social a diventare un editore, cosa che si cerca evitare, poiché implica una responsabilità diretta rispetto a quel che appare su Facebook. Responsabilità che Zuckerberg non ha nessuna intenzione di assumersi. Di qui la scelta di affidarsi alle segnalazioni degli utenti e ad agenzie giornalistiche per il controllo, senza mai, però, spingersi alla cancellazione di quelle che sono a tutti gli effetti notizie false.

Secondo i dati raccolti, un americano su quattro ha condiviso online notizie false, in modo consapevole e non, mentre quasi due terzi dichiara che le “bufale” create ad arte generano parecchia confusione sui fatti di attualità. Il sondaggio del Pew Research Center conferma il crescente dibattito per la proliferazione di notizie false online. Il quadro emerge da un’indagine condotta su un campione di circa mille adulti statunitensi tra il primo e il 4 dicembre. Quasi un terzo degli intervistati ha affermato di essersi trovato spesso di fronte a notizie false in rete. Se quasi il 40% si reputa in grado di riconoscere le bufale dalle notizie vere, il 16% ha detto invece di aver condiviso notizie che solo in un secondo momento ha riconosciuto come fasulle. Il 14% le ha condivise nonostante sapesse che non erano vere. Sul fenomeno – che non è certo nuovo – si sono accesi i riflettori in particolare durante le elezioni Usa, scatenando un dibattito globale in cui sono intervenuti anche il presidente in carica Barack Obama a Papa Francesco.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.