Mele della Val Venosta, vietati i pesticidi

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Storico referendum contro i pesticidi a Malles, in Val Venosta. La popolazione del piccolo comune bolzanese si è schierata, con uno schiacciante 75%, a sfavore dell’utilizzo dei pesticidi usati dai coltivatori di mele. Sicuramente una buona notizia per la nostra salute. L’Alto Adige produce ben il 10% di tutte le mele commercializzate in Europa. La coltivazione intensiva richiede l’utilizzo di un’ampia gamma di sostanze chimiche finora controllate dal consorzio Bauernbund, vale a dire l’associazione dei contadini altoatesini, che teme che il divieto possa essere esteso a tutta la regione e che si verifichi un conseguente calo di produzione.

La presenza di residui di pesticidi trovati nelle urine degli abitanti della Val di Non, nel giugno scorso, ha spinto gli abitanti del comune di Malles ad indire il referendum popolare. L’indagine, promossa dal comitato NON-Pesticidi, ha portato a risultati preoccupanti: la presenza sei volte maggiore del normale di pesticidi e dei loro metaboliti nei fluidi biologici degli abitanti. Il Comitato per il Diritto alla Salute della Val di Non ha inoltre riscontrato la presenza di residui di pesticidi in giardini privati e abitazioni. Anche Legambiente si è occupata del caso nel rapporto annuale “pesticidi nel piatto” nel quale ha evidenziato come il Trentino produca le mele più contaminate in Italia. Dai campioni analizzati era emerso come 9 di essi su 22 fossero fuorilegge, a causa di livelli di residui di pesticidi troppo elevati, con particolare riferimento al fungicida denominato Boscalid. Il comune di Malles è un primo passo importante verso una conversione più salutare dell’agricoltura intensiva.

 

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