GIOVEDÌ 06 OTTOBRE 2016, 000:05, IN TERRIS

L'Università di Urbino premia il "medico dei migranti"

MILENA CASTIGLI
L'Università di Urbino premia il
L'Università di Urbino premia il "medico dei migranti"
Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa tra i protagonisti di Fuocoammare di Gianfranco Rosi - film Orso d'oro a Berlino 2016 e candidato per l'Italia agli Oscar - riceverà il Sigillo di Ateneo dell'Università di Urbino dal rettore Vilberto Stocchi il prossimo 12 ottobre.

"L'Università di Urbino rende omaggio a Pietro Bartolo" si legge nel comunicato stampa di Ateneo. "Sarà una giornata densa di emozioni, quella di mercoledì 12 ottobre, quando nell’Aula Magna dell’Area Scientifico-didattica 'Paolo Volponi' che un tempo ospitava la Facoltà di Magistero, ci si confronterà con la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo attraverso la testimonianza di Pietro Bartolo, Responsabile del Presidio Sanitario e Poliambulatorio di Lampedusa. Cerimonia al via alle 10, quando dopo il saluto del rettore Vilberto Stocchi, sarà proiettato il film 'Fuocoammare' di Gianfranco Rosi, Orso d’Oro a Berlino 2016"

"La proiezione - prosegue il comunicato - susciterà certamente interrogativi e riflessioni sul dramma dei migranti che tentano la rotta del Mediterraneo per scampare a guerre e carestie e sulle quali il medico che ha raccontato la sue esperienza nel volume Lacrime di sale (Feltrinelli, 2016) rifletterà assieme agli studenti dell’Ateneo e delle scuole superiori che saranno presenti in sala".

Al termine della proiezione, il Rettore consegnerà a Pietro Bartolo il Sigillo di Ateneo "quale tributo e vicinanza a un personaggio il cui ruolo ha ormai superato i confini di una vicenda personale per diventare un simbolo della storia di questo secolo". Medico chirurgo specializzato in ginecologia, Bartolo è responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa dal '93. Dal 1992 si occupa delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza. È stato in prima fila nei soccorsi ai sopravvissuti della strage del 3 ottobre 2013 quando delle fiamme su un peschereccio all'Isola dei Conigli pieno di oltre 500 migranti, causarono 366 vittime, nonostante qualche settimana prima fossa stato colpito da un'ischemia cerebrale.
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