“La verità prima di tutto” cuore del giornalismo di Ben Bradlee

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Quarant’anni fa le notizie si leggevano sulla carta stampata e chi era al centro degli scandali non aveva l’atteggiamento odierno di negare o addirittura farsi beffa, ma semmai, la ricerca di vendetta e ritorsioni di ogni genere. Così, il giornalismo era un mestiere avvincente ma rischioso come quello della pubblica accusa e quello americano ha avuto una storia affascinante e difficile che deve tanto anche alla leggenda dell’informazione, Ben Bradlee direttore da nozze d’argento al “Washington Post” che, malato da tempo, si è spento a 93 anni nella sua casa per cause naturali. Il giornale che diresse vide lo splendore negli anni del Watergate, conducendolo al premio Pulitzer e dando battesimo ai successivi gate che purtroppo la storia ci ha riportato. Testardo, tenace e autentico deve il suo successo alla sua onestà e alla sua integrità più che all’evento sensazionale che investì il presidente Nixon per il suo tentativo fallace di celare i fatti in accordo con gli esponenti dello spionaggio.

La stima che il mondo nutre verso Bradlee risiede proprio nella correttezza e nel suo intento di fotografare la realtà e non di fare scoop; questo è ciò che hanno respirato i lettori americani e questo è ciò che ha mosso l’animo a tanti tra gli aspiranti reporter. Le notizie oggi sono reperibili in un modo che precede persino chi deve dare notizie al punto che spesso si perde l’importanza delle fonti. Il grandioso Bradlee – il cui motto era ”la verità prima di tutto”- non inseguiva il successo ma la fedeltà alla sincerità tanto da condurre (invece di coprire) la sua stessa collaboratrice a chiedere scusa per avere inventato una storia che le valse il premio Pulitzer e a dire la verità, dimettendosi. Non mirava ad avere lettori, ma a che questi sapessero come funzionasse il proprio paese. Ben ha dato la paternità all’informazione che accerta e indaga i fatti e le vicende e non si limita a “riportare” le notizie. Auguriamoci che i nostri giovani del mestiere seguano sempre l’etica della notizia senza dimenticare mai di avere davanti a sé persone desiderose di conoscere gli accadimenti e non clienti con i quali fare numero per raggiungere traguardi di gloria e vanità. Un meraviglioso “grazie” a chi ha dedicato tutta la sua vita a difendere e a raccontare ai lettori la sola cosa che questi hanno sempre cercato di sapere, la verità.

 

 

 

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