MERCOLEDÌ 17 FEBBRAIO 2016, 000:01, IN TERRIS

IL PIANO SEGRETO PER LA SIRIA

MAURIZIO PICCIRILLI
IL PIANO SEGRETO PER LA SIRIA
IL PIANO SEGRETO PER LA SIRIA
Nei prossimi tre mesi il conflitto in Siria potrebbe subire un’escalation pericolosa portando allo scontro tra alleati della Nato e la Russia. Dietro questo scenario c’è la determinazione di Turchia Arabia saudita e Qatar, Paesi sunniti, di cacciare Assad e gli sciiti alawiti da Damasco e dividere in due la Siria. Un progetto sul modello della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Secondo fonti accreditate di intelligence il piano di Ankara e Riad che trova l’appoggio di Washington ha l’obiettivo di dividere il Paese mediorientale in Gharbistan (occidentale) e Sharqistan (orientale) sotto l’influenza delle nazioni leader della coalizione sunnita. In questo modo Ankara potrebbe fare piazza pulita dei curdi che si trovano in territorio siriano e nello stesso tempo i due Paesi sponsor dell’Islam radicale potrebbero dare una via d’uscita all’Isis. Resterebbe il problema dei gruppi legati ad Al Qaeda Jabhat al Nusra che sono concentrati per lo più intorno a Damasco e qui, secondo il piano di Ankara e Riad, verrebbe lasciata una porzione di territorio alla Russia che avrebbe il compito di eliminare i qaedisti.

Lo scenario ricorda molto gli eventi avvenuti nella seconda guerra mondiale. Le trattative di Monaco praticamente senza risultati, così come nel 1938, e poi una guerra totale con una forte coalizione contro Assad e alla fine lo smembramento del Paese. Ipotesi che vede il sostegno degli Stati Uniti che però allo stesso tempo appoggiano i curdi, finora unici oppositori concreti sul terreno contro il Califfato. Ma questo contrasta con i progetti di Erdogan che vuole approfittare del conflitto siriano per spazzare via le formazioni armate curde. Le stesse che Italia e Germania stanno addestrando e armando. Il controllo della Siria da parte di Turchia e Arabia saudita rappresenta un rischio anche per la comunità cristiana che così verrebbe ancor più perseguitata, visto l’atteggiamento di quelle nazioni verso i cristiani. Da tempo infatti in Turchia si assiste a un’aumentata limitazione della libertà religiosa. In Arabia questa è assente e qualsiasi professione di fede diversa dall’Islam è perseguitata e punita con la morte.

Contro questo piano è in campo la Russia e l’Iran che sostengono Assad e combattono l’Isis con particolare efficacia. Negli ultimi giorni in Siria è arrivato un corpo di spedizione di Teheran forte di 2.000 uomini, a questi si sono aggiunti formazioni scelte, Hezbllah e forze speciali russe. Il sostegno di queste truppe all’esercito siriano lealista ha consentito la riconquista di territorio sia a Homs che ad Aleppo. Il rafforzamento del potere di Assad preoccupa Turchia e Arabia che vedrebbero anche un aumento dell’egemonia iraniana e sciita in Medio Oriente. Non solo. Le vittorie dei curdi contro l’Isis in Iraq e nel nord della Siria hanno messo in agitazione Ankara. In questo quadro dove alleanze e nemici si intrecciano e si confondono l’Europa e la Nato sono spettatori muti, indecisi tra il sostegno all’alleato Nato turco e le ragioni politiche e di opportunità. Un’assenza sul piano decisionale che rischia di lasciare spazio al progetto di radicalizzazione dello scenario futuro con una Siria divisa e desertificata dai cristiani e curdi.
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