Il giardino per ridare memoria ai malati di Alzheimer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:36

[cml_media_alt id='6222']giardino eco san raffaele lucera-2[/cml_media_alt]Uno spazio verde di 400 mq completamente allestito con materiali riciclabili e riciclati. Si tratta del primo Giardino Eco, ecologico e terapeutico dedicato ai malati di Alzheimer. Si trova presso la Rsa San Raffaele di Troja, in Puglia. E’ stato creato per e dagli stessi pazienti per stimolarne la memoria residua. Il nome “eco”, infatti, rimanda ai ricordi che evoca ma anche perché è ecologico, e risulta di impatto assai gradevole sia per chi è in cura, sia per i parenti in visita e il personale medico che li accompagna nel percorso terapeutico.

Il progetto di allestimento del Giardino Eco prevede un percorso storico sensoriale e fisioterapico. E’ stato ideato proprio per restituire dignità agli anziani affetti dal morbo, che riescono a recuperare valori significativi, e lo fa attraverso strumenti semplici ma validi. Infatti la terapia consiste nella realizzazione stessa dello spazio verde a cui gli ospiti hanno partecipato in prima persona, e il risultato ottenuto è frutto del loro impegno. Con i materiali e gli oggetti recuperati si sono realizzati gli ornamenti che lo compongono:  “fioriture si affacciano da pneumatici usati, dipinti dai pazienti con colori atossici e terapeutici,- spiegano i realizzatori – panchine rifinite dagli ospiti realizzate con pedane consentono la sosta momentanea, cespugli di erbe aromatiche hanno trovato casa in vecchi box lignei restaurati, lampade ricavate da barattoli realizzate durante la terapia occupazionale illumineranno i viali di sera, e fiori secchi sapientemente maneggiati dalle nonnine fuoriescono da vasetti che una volta contenevano omogeneizzati’.

Il morbo di Alzheimer è un disturbo mentale caratterizzato da deterioramento della memoria, difficoltà di linguaggio, l’incapacità di gestire le proprie emozioni con repentini sbalzi d’umore e disorientamento. A soffrirne nel mondo sono circa 25 milioni di persone, in maggioranza donne, e in Italia circa 600 mila persone. Il progetto restituisce ai malati un recupero valido delle abilità cognitivo-sensoriali, di movimento, oltre che alla stimolazione delle emozioni e del linguaggio.

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