VENERDÌ 28 AGOSTO 2015, 000:02, IN TERRIS

Il destino è nelle nostre mani

AUTORE OSPITE
Il destino è nelle nostre mani
Il destino è nelle nostre mani
lettaÈ stata forse la crisi peggiore di sempre. Sicuramente la più grave che le generazioni attuali abbiano conosciuto. Ha prodotto danni terribili sulla nostra società e sulla nostra economia. E le conseguenze sono ancora tutte qui, di fronte a noi. Così come la sofferenza nella vita delle persone. Che poi è la cosa più importante.

Eppure, nel 2015 – grazie a una serie di positivi eventi esterni – si è creata una congiuntura favorevole, generata soprattutto da un’insperata caduta del prezzo del petrolio e dall’efficace azione della Banca centrale europea di Mario Draghi. Attenzione: questo non vuol dire che la crisi sia alle spalle e tutto sia risolto. Vuol dire che ora dipende da noi. Soprattutto da noi. A essere finito, infatti, è l’impatto negativo – in certi momenti di questi otto anni drammaticamente negativo – causato da ciò che accadeva nel mondo. Un impatto che ha finito per rendere spesso insufficienti gli enormi sforzi di risanamento che l’Italia ha compiuto. A lungo l’idea che il baratro fosse a un passo, e che non si riuscisse a invertire la corrente contraria, è parsa una prospettiva quasi inevitabile.

Invece oggi si può dire con enfasi che il destino è nelle nostre mani. Le condizioni esterne negative non ci sono più. Al loro posto, un quadro positivo che, se faremo per bene la nostra parte, aiuterà la crescita. È un’occasione che non possiamo sprecare. È bene saperlo e anche drammatizzarne la portata. Dipende dallo spirito di comunità e d’impresa collettiva che si genererà. Insomma “andare lontano” dipende da noi, in antitesi rispetto all’io solitario che, purtroppo, rappresenta la tentazione insita di uno dei peggiori vizi italiani.

Questo è il tempo in cui chi, come me, ha ricevuto tanto in termini di esperienze e insegnamenti, deve investire sulle generazioni dell’Italia di domani. Generazioni che, rispetto a quelle che le hanno precedute, scontano la mancanza di luoghi di formazione, di costruzione del pensiero politico, di condivisione delle idee e dell’impegno. Credo che buona politica e moderne politiche costituiscano l’unica e necessaria risposta alle sfide anche impellenti della nostra società e del nostro Paese.

Tratto da "Andare insieme, andare lontano"
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