SABATO 16 MAGGIO 2015, 000:05, IN TERRIS

IL CORAGGIO DI VIVERE

HORTENSIA HONORATI
IL CORAGGIO DI VIVERE
IL CORAGGIO DI VIVERE
Ha 32 anni, è felicemente sposato e da qualche anno è diventato padre. Grazie ai suoi libri e alla carriera di speaker motivazionale ha scalato le vette del successo. Dalla descrizione nessuno immaginerebbe mai che l'uomo di cui stiamo parlando è Nick Vujicic, nato senza gambe e braccia.

Primogenito di una famiglia cristiana, Nick è venuto alla luce con una rara malattia genetica: la tetramelia. Non ha mai avuto gli arti e tutto ciò che si può contare sono solo due dita deformi che chiama “la mia zampa di gallina”. Alla nascita i dottori non hanno saputo dare alcuna spiegazione medica per questo “difetto” e nella chiesa in cui il padre era pastore molti fedeli cominciarono a chiedere: “Come è possibile che Dio permetta questo?”. La sua vita seppure così piccola ha da subito iniziato a scomodare quanti erano vicini a lui, uno schiaffo a chi crede che la felicità sia solo il frutto del benessere e della perfezione fisica.

La sua infanzia però, come è prevedibile, non è stata semplice: ha dovuto sopportare atti di bullismo da parte dei compagni di scuola e spesso nella preghiera ha chiesto a Dio di donargli ciò che la natura gli aveva negato. Vedendo che nulla era cambiato e perdendo le speranze, a 8 anni è caduto in depressone arrivando a pensare di togliersi la vita. E' stata la paura di far soffrire i genitori che lo ha fermato e da allora molte cose sono gradualmente cambiate. Ha iniziato a sperimentare piccole vittorie quotidiane come quella di imparare a scrivere, lanciare la palla da tennis, rispondere al telefono e versarsi un bicchiere d'acqua.

Conquiste che gli hanno permesso di guadagnare nuovamente fiducia nella vita. Sono stati però due gli eventi che lo hanno segnato definitivamente. Il primo è quando ancora adolescente legge un articolo di giornale che riporta la storia di un uomo e del suo handicap. Scorrendo le grige righe del quotidiano scopre di non essere l'unico a doversi confrontare con questo tipo di difficoltà.

Il secondo e non meno importante evento che lo ha colpito, è stato l'ascolto di una parola. Si tratta di un versetto di San Paolo che esordisce così nella lettera ai Romani: “Ora sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio”. “Questa frase – racconta il ragazzo - ha parlato al mio cuore e mi ha convinto che non è certo per caso, fortuna o coincidenza che queste cose brutte avvengono. Ho trovato una pace completa nel sapere che il Signore non lascia che nulla accada nella nostra vita a meno che non ne abbia un buon motivo. Così ho dato tutto me stesso a Cristo all'età di 15 anni, dopo aver letto il capitolo 9 del vangelo di Giovanni in cui si parla dell'uomo nato cieco. Gesù spiegò che era così affinché le opere di Dio si potessero manifestare in lui”.

Nick ha creduto sinceramente che Dio lo avrebbe guarito per manifestare la sua potenza. In seguito, come racconta lo stesso giovane, ha ricevuto la sapienza di comprendere che ciò che aveva bisogno di essere sanato nella sua vita era prima di tutto il suo sguardo, il modo con cui lui si vedeva. Non si trattava del miracolo di un paio di braccia o di gambe, ma di qualcosa di più profondo e rivoluzionario: sperimentare di essere amati così come si è. E' questa l'esperienza che ha completamente stravolto la sua vita. “Ora vedo una rivelazione della Sua Gloria in come mi sta usando, così come sono, in modi che sarebbero impossibili ad altri”. All'età di 25 anni ha terminato i suoi studi in Economia e Commercio con una specializzazione in Programmazione e Calcoli finanziari. Ha iniziato a girare il mondo portando la sua testimonianza e i suoi libri in 44 Paesi diversi.

Nel 2012 si è sposato con Kanae Miyahara e l'anno seguente è diventato padre del piccolo Kiyoshi James. Nelle sue conferenze spesso conclude così il suo messaggio: “Ringrazio Dio per non avermi dato le braccia e le gambe che chiedevo. Speravo di svegliarmi una mattina trovando gli arti che tanto desideravo. Sarebbe stato un prodigio da mostrare in televisione. Ma oggi ho capito questo: il miracolo sono io. Non sono le circostanze a dover cambiare per renderci vittoriosi, ma è il nostro cuore che ha bisogno di essere riempito con lo Spirito Santo. Coraggio, non scoraggiatevi perché Dio non ci abbandona mai”.
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