Il Congresso Usa condanna gli abusi della Cia: “Metodi brutali e inutili”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Torture con i fili elettrici, roulette russa, annegamento simulato. Il quadro disegnato dal rapporto del Senato americano sul programma di interrogatori autorizzato da George W. Bush dopo l’11 settembre somiglia a un manuale dell’orrore. Il rapporto, frutto di un lavoro di analisi su oltre sei milioni di carte, è solo un sunto in 500 pagine di un documento che ne conta 6.000 e che individua casi di tortura raccapriccianti. E oggi potrebbe ricadere con un peso politico e penale sui responsabili di quell’amministrazione, chiamata a gestire la prima fase della battaglia contro al Qaeda. Erano, quelle, torture “inutili”. Obama ha avuto il merito di troncare fin dal suo insediamento, nel 2009, quelle pratiche illegali e il demerito di non aver denunciato subito con veemenza gli errori fatti.

“Continuerò ad usare la mia autorità di presidente per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi” ha detto il presidente americano. Le tecniche utilizzate dalla Cia “hanno danneggiato significativamente l’immagine dell’America e la sua posizione nel mondo e hanno reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner”. Il coraggio di riconoscere i propri errori, fare ammenda, correggere la rotta, è stato un elemento di forza della democrazia americana. La pubblicazione del rapporto del Senato sulle torture della Cia, dai contenuti devastanti e dolorosi, dovrebbe quindi essere «un nuovo inizio» di un Paese sempre capace di rigenerarsi. Certo, la situazione internazionale è incandescente e nell’immediato c’è il rischio di altri attentati a strutture diplomatiche, militari e commerciali Usa nel mondo. E il riconoscimento di aver usato in passato la tortura, sia pure in un limitato numero di casi, lascerà ferite difficili da rimarginare nel rapporto degli Stati Uniti con diversi Paesi, compresi alcuni alleati.

Ma un gruppo di ex agenti e alti funzionari della Cia che vantano insieme “centinaia di anni di servizio” ha creato un sito web per replicare al rapporto della Commissione intelligence del Senato. Il rapporto sulla Cia è “segnato da errori di fatti e di interpretazioni ed è completamente in contrasto con la realtà che i leader e i funzionari dell’intelligence hanno vissuto”. Il gruppo contesta anche il fatto che, “incredibilmente, nel corso delle indagini non sono stati ascoltati i funzionari della Cia responsabili per la realizzazione, l’applicazione, e la valutazione dell’efficacia del programma”.

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