IL CILE CELEBRA LA “FIESTAS PATRIAS”, PRIMO PASSO PER L’INDIPENDENZA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

“Cueca” (il ballo ufficiale del Cile dal 18 settembre 1979), rodeo, empanadas, “chicha” (un tipo di sidro). Sono solo alcuni dei particolari che caratterizzano il mese di settembre e in particolare il 18 e il 19, quando tutto il Paese si ferma per la “Fiestas Patrias”, o conosciute anche – informalmente – “El Dieciocho”. In realtà si celebrano con il fine di commemorare la formazione del Cile come una Nazione indipendente dalla Corona spagnola (1810). I primi festeggiamenti del 18 settembre iniziarono nel 1811 per celebrare la prima Riunione Nazionale di Governo che segnò anche l’inizio del processo verso l’indipendenza.

Le strade sono tappezzate con bandiere cilene, cartelli luminosi e i bambini giocano con gli aquiloni, “los volantines”, il gioco preferito nel Mese della Patria. In questo periodo vengono messe in risalto tutte le tradizioni tipiche del Paese, che vengono anche chiamate “chilenidad”. Inoltre, in queste particolari date, vengono allestite “las fondas” o “las ramadas”, una sorta di centro di intrattenimento dove si mescolano piatti tradizionali, musica folkloristica e balli.

Le autorità cilene, insieme ad altre attività ufficiali, si riuniscono per il Te Deum Ecuménico, una celebrazione di ringraziamento inizialmente nata dalla Chiesa Cattolica cilena e successivamente allargata anche ad altre confessioni, come il mondo ebraico e islamico, e per la parata militare che si svolge a Santiago, nel parco O’Higgins.

La Fiestas Patrias rappresentano in Cile un momento importante per il turismo nazionale. Nel 2011 si è stimato che furono circa due milioni le persone che viaggiarono all’interno del Paese, spendendo in totale 234 milioni di dollari.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.