I segreti di Saturno e delle sue lune: la sonda Cassini si getterà negli anelli del pianeta

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Dal 1997 al 2017: esattamente venti anni di missione per la sonda Cassini, per la quale, si sta avvicinando il momento dell’epilogo, sicuramente il più esaltante. La sonda spaziale, gestita congiuntamente dalla Nasa, dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), ruota attorno all’atmosfera del pianeta Saturno da circa 12 anni (vi approdò nel 2004) e, da allora, ha fornito una quantità incredibile di dati (anche fotografici) sulla composizione del pianeta e delle sue lune. Proprio due dei 62 satelliti del “pianeta degli anelli”, sono stati teatro di importanti rivelazioni scientifiche giunte sulla Terra grazie alle indagini di Cassini: la scoperta di un oceano sotto la superficie gelata di Encelado, e le distese di metano liquido presenti su Titano.

Ora, dopo una decennale “danza” stellare, la sonda si prepara all’ultimo atto del suo preziosissimo lavoro: sfruttando una spinta gravitazionale dello stesso Titano, il maggiore dei satelliti saturniani, Cassini eseguirà una serie di rotazioni da un polo all’altro del pianeta, letteralmente tuffandosi, ogni sette giorni (per un totale di 20 discese), alle estremità degli anelli maggiori. L’incredibile impresa, che richiederà l’intero periodo che va dal 30 novembre scorso al prossimo 22 aprile, fornirà oggetti di studio e di ricerca assolutamente unici nella storia dell’esplorazione spaziale.

Linda Spielker, responsabile della missione per il Jet propulsion laboratory (Jpl), ha spiegato in cosa consisterà esattamente l’operazione tuffi: “Abbiamo due strumenti che possono raccogliere campioni di molecole e di gas quando attraverseremo gli anelli, quindi, in un certo senso, li graffieremo, li sfioreremo”. Fondamentale, sarà l’esplorazione dell’anello F, del quale verrà percorsa l’estremità più lontana, con un focus senza precedenti sulle molte lune che vi gravitano.

La fase conclusiva della missione di Cassini, il Gran finale, si protrarrà fino al settembre del 2017, quando la sonda si lascerà cadere sul suolo del pianeta, ponendo fine al suo lavoro. Qualcuno dei ricercatori avrebbe voluto posticipare la data dello schianto, sostenendo l’importanza dell’esplorazione su Encelado, il quale, alla luce della scoperta dell’oceano sub-glaciale, sembrerebbe particolarmente indicato all’indagine sulla possibile presenza di forme di vita aliene. Addirittura, secondo il parere degli esperti, la luna di Saturno sarebbe il luogo del Sistema solare più indicato a ospitare la vita. Tuttavia, a meno di clamorose novità, il destino di Cassini sembra segnato. La sua fantascientifica vita avrà, a ogni modo, un meraviglioso finale.

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