LUNEDÌ 08 GIUGNO 2015, 005:00, IN TERRIS

GOOGLE, LA PASSWORD DEL FUTURO E' NELL'IRIDE

L’azienda ha brevettato delle lenti a contatto in grado di scansionare gli occhi e riconoscere gli utenti

MILENA CASTIGLI
GOOGLE, LA PASSWORD DEL FUTURO E' NELL'IRIDE
GOOGLE, LA PASSWORD DEL FUTURO E' NELL'IRIDE
Dopo password e impronte digitali, il futuro dell'autenticazione potrebbero essere gli occhi. Google Inc., la nota azienda statunitense che offre servizi online principalmente conosciuta per il motore di ricerca omonimo, ha depositato un brevetto per lenti a contatto in grado di scansionare l’iride e riconoscere così l’utente. Le lenti hi-tech potranno essere impiegate in “sistemi e metodi associati con l’identificazione e l’autenticazione” con una modalità molto più sicura delle “vecchie” e usuali password da 8 caratteri alfanumerici. Per la compagnia di Mountain View, sempre attenta a ricerca e innovazione sia hardware che software – suo il sistema operativo Android e la piattaforma web di video sharing You Tube - il settore “ottico” non è una novità. Insieme all’azienda farmaceutica Novartis, Google Inc. sta infatti lavorando a lenti a contatto pensate per i diabetici che saranno in grado di monitorare i livelli di glucosio nel sangue.

Sempre in ambito “security”, la scansione dell’iride non è l’unica strada battuta dai ricercatori. Un’università americana, infatti, sta lavorando a un sistema di identificazione che sfrutta nientemeno che l’impronta del cervello. Gli esperti della Birghamton University, in una ricerca pubblicata sulla rivista Neurocomputing, hanno sottoposto 45 volontari a una lista di 75 acronimi, monitorando con tre sensori l’area del cervello che legge e riconosce le parole. Gli studiosi hanno poi riscontrato una notevole differenza nelle reazioni cognitive dei partecipanti, tanto che il computer è stato in grado di identificare le persone con un’accuratezza pari al 94%. Secondo gli ideatori dell’esperimento, l’impronta del cervello avrebbe un vantaggio rispetto a quella digitale: quest’ultima, in caso di furto, non può essere cancellata, mentre l’impronta encefalica potrà essere “resettata” semplicemente cambiandole gli stimoli.
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