Giornata mondiale della disabilità, Renzi: “La legge delega in aula a marzo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29

“Tutte le riforme di cui parliamo hanno un senso se nella vita quotidiana i cittadini riescono a toccare con mano che le cose cambiano sul serio. E nel settore dell’attenzione agli altri si gioca una parte della credibilità della classe politica”. Matteo Renzi ha parlato stamane alla Giornata mondiale sulla disabilità a Palazzo Chigi. Dopo aver confermato che i comuni devono tagliare le spese inutili, il premier ha affermato che “i nuovi modelli di welfare sono prioritari” e dunque “sulla riforma del Terzo settore ci giochiamo una parte di faccia tutti insieme”.

“Questo è il governo che ha messo più soldi di tutti sulle questioni sociali”, ha voluto sottolineare il premier, a partire dalla stabilizzazione del 5 per mille e che verrà aumentato di 100 milioni per arrivare a 500, e dai 50 milioni per il servizio civile. Secondo il presidente del Consiglio “bisogna fare in modo di non consentire che ci sia chi fa il furbo sul 5 per mille”. Ma il vero cambiamento deve essere culturale e deve coinvolgere il modello di welfare, la sburocratizzazione e la considerazione del terzo settore come primo settore. “La cosa che vi propongo – continua Renzi – è, concretamente e passo passo, verificare i punti aperti, nelle prossime settimane: la delega del Terzo settore sarà in aula tra febbraio e marzo, dopo le riforme”. Il servizio civile, “indipendentemente dai denari in più è la cosa che veramente serve alle nuove generazioni, è una occasione per dire ai ragazzi cosa è il nostro Paese”. Renzi ricorda che a Firenze prima del Duomo è stata fondata la Misericordia. “La più grande opera di bellezza di una città – sottolinea – è la dimensione delle relazioni umane che riesce a creare, e questo vale anche per i paesi. Solo in paesi capaci di relazioni umane si può costruire il futuro”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.