VENERDÌ 04 SETTEMBRE 2015, 004:30, IN TERRIS

FONDI PER LA COOPERAZIONE, UN DOSSIER RIVELA CHE IL 43% RIMANE IN ITALIA

Dei 700 milioni di fondi bilaterali nel 2013 la metà è stata impiegata a favore dei rifugiati nel nostro paese

EDITH DRISCOLL
FONDI PER LA COOPERAZIONE, UN DOSSIER RIVELA CHE IL 43% RIMANE IN ITALIA
FONDI PER LA COOPERAZIONE, UN DOSSIER RIVELA CHE IL 43% RIMANE IN ITALIA
"Dei fondi gestiti direttamente dall'Italia, il 43,55% è destinato alla gestione dei rifugiati nel nostro paese. Solamente lo 0,49% dei soldi per l'azzeramento del debito delle nazioni in via di sviluppo". E' quanto rivela il mini dossier pubblicato da OpenPolis sui fondi bilaterali, ossia quei soldi che l'Italia gestisce direttamente con i paesi in via di sviluppo.

Il dossier spiega il modus operandi del nostro governo nella gestione di questi fondi: "Le politiche di cooperazione dell’Italia si dividono in due cluster: da un lato gli aiuti multilaterali, dall'altro gli aiuti bilaterali e multi-bilaterali. I primi riguardano fondi trasferiti alle organizzazioni internazionali per permettere lo svolgimento delle loro attività a favore dei paesi in via di sviluppo, i secondi invece riguardano il flusso finanziario destinato, direttamente o indirettamente, ad un paese in via di sviluppo."

Questi fondi nel 2013 ammontavano a circa 700 milioni (694 per la precisione); controllando come vengono realmente spesi questi soldi, si scopre che la maggior parte di essi rimane all'interno della penisola, e sono destinati al supporto e alla gestione dei rifugiati politici che si trovano nel nostro paese: "Oltre il 43% dei 694mln, la fetta più grossa della torta, è destinato alla gestione dei rifugiati politici in Italia."

Un'altra buona fetta di questi fondi (il 25,56% del totale) viene impiegato per le infrastrutture e i servizi sociali, con solo l'8,33% destinato ai settori produttivi. Circa 32 milioni sono stati destinati ai costi amministrativi delle operazioni, circa il 4,66%, percentuale che "in realtà non finisce direttamente ai paesi in via di sviluppo". Una delle destinazioni principali dei fondi, che ha interessato molto l'opinione pubblica, è quella relativa al debito dei paesi in via di sviluppo. Nel rapporto leggiamo che "nel 2013 l'Italia ha impiegato €3.412.670,00 in atti relativi al debito (cancellazione, conversione, swap, buy-back, rinegoziazione, rifinanziamento), lo 0,49% del totale."
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