VENERDÌ 09 GIUGNO 2017, 13:25, IN TERRIS

Droga e alcol: il pericolo per i bambini viene dal pc

Lo rivela un'indagine di Kasperky Lab con i dati del "parental control". I piccoli italiani restano però meno esposti dei loro coetanei nel resto del mondo

IGNAZIO STATUARIO
Droga e alcol: il pericolo per i bambini viene dal pc
Droga e alcol: il pericolo per i bambini viene dal pc
Un tempo erano soltanto le cosiddette "frequentazioni sbagliate" a spingere gli adolescenti sulla strada della droga, dell'alcol e del tabacco. Oggi anche l'utilizzo di internet può rappresentare per i più piccoli una porta d'accesso alla perdizione e all'abuso di sostanze nocive.

Lo studio di Kaspersky Lab


La piattaforma parentale Kaspersky Lab installata su milioni di computer fissi di tutto il mondo con lo scopo di filtrare contenuti adatti a minori, ha pubblicato uno studio durato un anno dal quale emerge che sempre più spesso i bambini si imbattono in siti che contengono informazioni su droghe, alcol e tabacco. Gli analisti spiegano che nel 2016 si è registrato un aumento dal 9 al 17% dei baby-utenti che accedono a determinati siti. L'italia resta però al di sotto della media, con l'8%.

Meno chat e social da pc fissi


Diminuisce invece il tempo che i più piccoli passano su chat e social attraverso i pc fissi. Questo è dovuto alla proliferazione di smartphone e tablet, che consentono un accesso più immediato a simili piattaforme, sulle quali i bambini trascorrono comunque la maggior parte del loro tempo online (61%, dal 67% dell'anno precedente). Anche riguardo a questo dato, l'Italia resta sotto la media mondiale: 57 per cento. Si registra anche una diminuzione nell'accesso da pc a siti di giochi (9%, dall'11% dell'anno precedente), mentre i siti web per adulti ora rappresentano l'1,2% rispetto all'1,5%.

Più accessi ai siti di intrattenimento


Un aumento importante riguarda l'interesse per i siti di intrattenimento online, come musica in streaming e video su YouTube, nonché le piattaforme che vendono applicazioni: dal 3% dell'anno prima si è passati al 6%. In questo settore l'Italia finisce sopra la media col 15% degli accessi, seconda solo alla Cina (18%).
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