“Disabili Kill”: un fumetto che racconta la disabilità a 360 gradi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:55

“Disabili Kill” è un progetto di crowdfounding: un dizionario semi-serio’ che nasce con due scopi: divertire e far pensare. “Parto dall’inizio, sennò non si capisce. Mi chiamo Tullio Boi, sono sardo e ho 53 anni. Da 24 anni ho la sclerosi multipla, da 12 sono su una sedia a ruote. Sono un ingegnere, ho lavorato fino a 7 anni fa quando mi sono detto: da oggi voglio vivere facendo quello che mi piace. Disegno vignette. Ormai ne ho disegnate quasi 2 mila, con questo sono a 5 libri. Questo’ è ‘Disabill kill’, libro a fumetti di Boi e Pietro Vanessi. Sottotitolo: “Sorridere nella disabilità dalla A alla Z”.

“Quando Vanessi me l’ha proposto – è da anni che che Boi ci lavora – ho accettato subito. “Far pensare un pubblico che coinvolge anche i disabili – continua Boi –  non è facile, tutt’altro: il mio personaggio, una mucca bianca e nera in carrozzina, ci prova. E racconta di quella volta in cui, una signora, dopo aver visto la sua vignetta su un sito d’informazione nazionale con cui collaborava, gli scrisse una lettera severa: disse che ero un insensibile, che suo marito era in sedia a ruote e non dovevo scherzare su quegli argomenti. Cosa le risposi? Mi scusai, e le inviai i miei saluti: le mandai una mio fotografia mentre facevo ciao con la mano. La signora si scusò: Le dissi che, se una persona non ironizza, si perde un pezzo importante di vita. La disabilità non è la fine della vita, ma solo un capitolo”.

“Disabill Kill” riprende il suo nome dal celebre film “Kill Bill” di Quentin Tarantino. In tutto raccoglie 26 vignette firmate Boi e 26 firmate Vanessi: “Tutte ironiche, mai tragiche. Parliamo e disegniamo di coma, Dio, autismo, cecità, sordità, Alzheimer… Abbiamo cercato di coinvolgere tutte le disabilità”.

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