Cooperazione in Sudan, dall’Italia arriva un contributo per i rifugiati

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La Cooperazione italiana allo sviluppo ha stanziato un contributo di 500 mila euro all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) per un progetto di protezione e assistenza ai rifugiati e ai richiedenti asilo in Sudan orientale e a Khartoum. L’intervento, secondo quanto riferisce in una nota l’Unità tecnica locale dell’ambasciata di Khartoum, è volto al rafforzamento della qualità dei servizi sanitari e
dell’educazione nei campi di accoglienza, per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei rifugiati, come parte della strategia di risposta dell’Unhcr al traffico di essere umani. Questo fenomeno riguarda circa 1.200 eritrei che ogni mese chiedono asilo nell’est del paese e spesso diventano vittime di trafficanti che offrono loro aiuto per attraversare i confini, ma poi ne fanno ostaggi in cambio di riscatto.

Il rappresentante dell’Unhcr in Sudan, Mohammed Adar, ha definito “fondamentale” il contributo da parte del governo italiano. “Grazie a questi fondi – ha detto – potremo rafforzare la qualità dei servizi per i rifugiati e i richiedenti asilo”. “In molti intraprendono il viaggio verso l’Italia – ha commentato l’ambasciatore italiano a Khartoum, Armando Barucco – e rischiano la vita nella traversata del Mediterraneo. L’operazione ‘Mare Nostrum’, che ha salvato più di 100 mila vite, è stata la nostra risposta a questa tragedia”. “La lotta contro il traffico degli esseri umani – ha aggiunto – è una priorità per il governo italiano. La Conferenza di Roma del 28 novembre ha lanciato il Khartoum Process e ha segnato una svolta decisiva nella cooperazione tra i paesi di transito e quelli di destinazione, lungo la rotta migratoria dal Corno d’Africa verso l’Europa”.

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