MERCOLEDÌ 01 APRILE 2015, 000:01, IN TERRIS

Controllati e controllori

AUTORE OSPITE
Controllati e controllori
Controllati e controllori
bonanniPartiamo da un assunto di base: il sistema di copertura sanitaria italiana è tra i più importanti e affidabili del mondo; ci costa tantissimo, altri Stati non spendono ciò che investiamo noi. E allora perché non funziona? Perché controllati e controllori vanno regolati attraverso sistemi di maggiore trasparenza, verifica e funzionalità. Spesso c’è accordo, diciamo pure connivenza tra il sorvegliante (il politico), il gestore (l’imprenditore) e l’appaltatore (la Asl). Se non ci fosse la corruzione avremmo una sanità più efficace e funzionante.

Il problema dunque non sono le regole ma chi deve custodirle. C’è un saccheggio di risorse pubbliche da parte di coloro che gestiscono; e non funziona efficacemente alcun elemento di contrasto. Una situazione drammatica perché sotto gli occhi di tutti, con la classe dirigente ben consapevole di ciò che accade.

Non ne farei una questione di moralismo antropologico: uno svedese o un italiano sono uguali; Il nordeuropeo, messo in contesti diversi, farebbe esattamente ciò che fanno qui; e lo testimonia banalmente l’atteggiamento dei turisti quando si permettono di lasciare cartacce e bottiglie vicino ai nostri monumenti… Perché in quel caso il loro rigore svanisce?

Il problema vero dunque è la responsabilità di chi custodisce il settore, che è molto delicato e importante sia perché riguarda la salute di tutti sia perché è il comparto – insieme alla scuola – dove si investono più soldi. Ci sarà una ragione per cui dopo tanto discutere non si è saputo, o voluto, arrivare a definire completamente la questione dei costi standard… Diciamolo apertamente: in questo campo possiamo trovare il riverbero della soppressione del finanziamento ai partiti. Ciò che a parole è stato tolto in nome della trasparenza e della spending review può tornare in maniera più torbida per approvvigionarsi da prebende di imprenditori favoriti nel loro asset. E alla fine, anche nella sanità, pagano sempre i cittadini. Ma siamo proprio sicuri che abbiano ancora voglia di essere…. pazienti?!
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