CON LA CRISI E’ VIETATO AMMALARSI, CALANO I RICOVERI IN OSPEDALE

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

In Italia cala il numero dei ricoveri ospedalieri. Lo scorso anni sono stati oltre i nove milioni e mezzo, per un totale di 63.129.031 giornate, con una riduzione di oltre trecentomila ricoveri rispetto al 2013 (-3,2%) e oltre un milione di giornate (-1,8%). Questi i resi noti dal Rapporto annuale sulle attività di ricovero ospedaliero (Dati Sdo 2014) del Ministero della Salute. La degenza ospedaliera media per malati acuti si mantiene costante da diversi anni, dai sei agli otto giorni, mentre per le degenze medie, le lungodegenze e la riabilitazione si osserva un decremento, già a partire dal 2009.

Giungono buone notizie per la qualità dell’assistenza ospedaliera: il rapporto conferma il miglioramento nell’erogazione dei servizi ospedalieri in tutta la penisole. Il ministero tuttavia precisa: “Complessivamente si osserva una significativa deospedalizzazione con un miglioramento dell’appropriatezza organizzativa e dell’efficienza nell’uso delle risorse ospedaliere”. In regime ordinario, a far ricorso agli spazi ospedalieri, pur non rappresentando una patologia, sono le donne che partoriscono. Escludendo il parto, le principali cause di ricovero, in Italia, sono riconducibili a malattie respiratorie e cardiovascolari, seguite da interventi chirurgici per sostituzioni di articolazioni. Ad usufruire del day-Hospital sono i pazienti ai quali viene somministrata la chemioterapia (1.529.370 giornate, -2,3% rispetto al 2013).

Nel 2014 la degenza media per riabilitazione è stata pari a 26,3 giorni, registrando un leggero aumento rispetto al 2013 ()25,7 giorni), mentre i ricoveri di lungodegenza sono stati in media di 27,7 giorni, numero rimasto invariato dal 2013. Sempre rispetto al 2013, il numero complessivo di ricoveri ordinari per acuti si riduce da 6.634.977 a 6.486.438 (-2,2%), con una corrispondente diminuzione delle giornate di ricovero da 44.802.526 a 44.089.980 (-1,6%).

Dunque si conferma il miglioramento dell’appropriatezza nell’erogazione dei servizi di assistenza ospedaliera: secondo il sistema di classificazione dei pazienti dimessi dagli ospedali per acuti, 43 dei 108 Drg a rischio inappropriatezza presentano una quota aumentata di regime diurno rispetto all’anno precedente. Inoltre, il numero totale di ricoveri si riduce in 103 su 108 Dgr a rischio inappropriatezza. Il Ministero conclude: “è interessante notare che dei restanti 65 Drg ulteriori 58, pur presentando una quota di regime diurno inferiore rispetto al 2013, sono caratterizzati da una consistente riduzione del volume di ricoveri ordinari. In media la riduzione è pari a -6,3%, con punte che arrivano al -36%”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.