Camusso all’attacco: la politica Renzi divide il Paese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:21

“Si sta procedendo verso una politica di separazione grave del Paese e Renzi dovrebbe capire questo: come esce dalla crisi un Paese che viene continuamente diviso?”. Questo il duro attacco che Susanna Camusso segretario nazionale della Cgil ha rivolto al premier Matteo Renzi durante un’intervista su La7. “Un governo che non coglie le emergenze del paese come il lavoro e toglie i diritti, svalorizza il lavoro – continua agguerrita la Camusso – la progressività del nostro sistema fiscale è al contrario, le imposte sono pagate da lavori dipendenti e pensionati (l’81% del totale Irpef)”.

La polemica nasce dopo la diffusione dei dati dalla Corte dei Conti dai quali si evince che nel 2013 oltre il 79% delle entrate totali sono costituite dai sostituti d’imposta sui redditi di lavoro dipendente e da pensioni, e l’Irpef dichiarata per il 2011 deriva per l’81,4% da contribuenti il cui reddito proviene da lavoro dipendente o pensionati. “La normativa fiscale che si è sviluppata negli ultimi 40 anni è rilevante, ma spesso è contraddittoria e mal coordinata – si legge in una nota della Corte dei Conti – è adottata sulla spinta di emergenze contingenti e quasi mai inquadrata in una strategia di lungo periodo di contrasto all’evasione fiscale”.

E proprio grazie all’evasione fiscale, i lavoratori autonomi spesso hanno la possibilità di un doppio vantaggio rispetto a dipendenti e pensionati, cioè meno tasse e accesso ai servizi sociali collegati al reddito. “Quando ci raccontano che non ci sono risorse per il lavoro – polemizza la leader Cgil – dovremmo inviperirci. Le risorse andrebbero trovate con una lotta vera all’evasione fiscale”.

Secondo la Camusso la quantità di tasse evase non si può considerare marginale “abbiamo bisogno di un serio e ordinato sistema fiscale, di semplificazione sulle imposte da pagare e di progressività – conclude il segretario nazionale Cgil – Dovrebbero dire al Governo di cambiare passo e di mettere il contrasto all’evasione al centro del proprio operato”.

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