AUSTRALIA, UNA CARTA DI IDENTITA’ PER MONITORARE GLI SQUALI

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Vista l’inconsueta e lunga serie di attacchi di squali lungo la cost nord-orientale dell’Australia che si sono verificati nell’ultimo periodo, soprattutto a discapito di surfisti, il Dipartimento Industrie Primarie e l’Ente nazionale di ricerca Csiro hanno deciso di lanciare un’operazione senza precedenti di monitoraggio dei loro movimenti, che ne comporta la cattura per impiantare congegni elettronici rilevabili dai satelliti.

Il sindaco della cittadina di Ballina, David Wright, le cui spiagge sono state teatro di recenti attacchi che fanno temere gravi danni al turismo, ha spiegato che le previste 1000 “etichettature” di squali permetteranno alle autorità di monitorare gli animali per periodi fino a 10 anni. “Il mistero su cosa renda quest’area così attraente per gli squali deve essere risolto – ha detto Wright -. Ci deve essere una ragione per cui si avvicinano tanto alla riva, non restano più a centinaia di metri al largo”.

Sabato scorso un surfista di 38 anni, Dale Carr, è stato azzannato ad una coscia e ad un gluteo a 400 metri dalla spiaggia detta Lighthouse Beach, vicino a Byron Bay. Si è salvato grazie al coraggio di un suo compagno che l’ha tirato a riva. In un primo momento è stato considerato in pericolo di vita, ora le sue condizioni sono considerate stabili.

“La comunità locale pone le sue speranze nella migliore conoscenza dei movimenti degli squali e del perché si avvicinano tanto alle spiagge”, ha detto ancora il sindaco Wright. Alcuni animali avvistati sono lunghi intorno ai quattro metri e saranno difficili da catturare, ha ammesso. “Gli esperti cercheranno di catturare lo squalo, girarlo sul dorso e impiantare il congegno nella pancia. Ma questo finora è stato fatto solo su squali di due metri o poco più, mai su quelli così grandi”.

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