MERCOLEDÌ 22 APRILE 2015, 17:30, IN TERRIS

AMNESTY INTERNATIONAL BOCCIA TRITON

L'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani illustra come il percorso dalla riva sud del Mediterraneo verso l'Europa sia ancora molto pericoloso

DON MARCO MONDELCI
AMNESTY INTERNATIONAL BOCCIA TRITON
AMNESTY INTERNATIONAL BOCCIA TRITON
"I leader europei che si riuniscono a Bruxelles devono cogliere quest'occasione storica per porre fine a una tragedia umanitaria di proporzioni titaniche e che cresce a dismisura", ha dichiarato stamane John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l'Europa e l'Asia centrale. L'associazione che costituisce un movimento globale di oltre 7 milioni di attivisti impegnati in campagne per porre fine a gravi violazioni dei diritti umani, alla vigilia di un vertice straordinario a Bruxelles, pubblica l'amaro rapporto dal titolo "L'Europa affonda nella vergogna. Il mancato soccorso di rifugiati e migranti in mare", un piano d'azione che invita i governi europei ad adottare misure immediate ed efficaci per far fronte alla morte di migliaia di rifugiati e migranti nel mediterraneo.

Un'accusa che l’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani illustra attraverso i tre più gravi incidenti avvenuti nel Mediterraneo nei primi mesi del 2015 e che dimostra come il percorso dalla riva sud del Mediterraneo verso l'Europa rimanga molto pericoloso. Non solo la fine dell’operazione Mare Nostrum, sostituita da Triton, non ha consentito di far calare gli sbarchi in Europa, ma addirittura il numero dei morti in mare é cresciuto a dismisura. Nel corso del 2014, quando Mare Nostrum era operativa, un migrante su 50 avrebbe perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Nei primi mesi del 2015, il rapporto sarebbe passato a uno su 23.

L'associazione non governativa che si batte da anni affinchè ogni persona possa godere di tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e altri standard internazionali sui diritti umani ha infatti affermato che "nei primi due incidenti avvenuti il 22 gennaio e tra l’8 e il 9 febbraio 2015", "i rifugiati e le barche dei migranti avrebbero potuto essere avvistati e assistiti molto prima, se fossero stati impiegati più mezzi e più a sud, verso la Libia. Nel terzo incidente, il 4 marzo 2015, l'impiego di soccorritori professionisti, piuttosto che l'assistenza di una nave mercantile, avrebbe potuto evitare il capovolgimento di una barca".

Il Rapporto Amnesty vuole sostenere come il divario tra Mare Nostrum e Triton, in termini di mezzi, competenze e mandato, abbia avuto un grave impatto sulla perdita di vite umane, molte si sarebbero potute evitare. Nel suo rapporto sollecita i governi europei ad avviare urgentemente un’operazione europea che metta a disposizione risorse navali e aeree proporzionate all’entità dell’emergenza, tenendo conto del numero di partenze previste, e che pattugli anche in alto mare lungo le principali rotte migratorie.

"L’Agenda europea sulle migrazioni, attesa per maggio 2015, che si propone di adottare un approccio olistico sulle politiche migratorie", conclude Amnesty, "deve includere una tale operazione e garantire percorsi sicuri e regolari verso l’Europa per i migranti. Per ridurre il numero di coloro che intraprendono la traversata del Mediterraneo, i governi europei devono aumentare il numero di posti di reinsediamento, le ammissioni sul territorio UE e la concessione di visti alle persone che necessitano di una protezione internazionale, garantendo agli immigrati, un effettivo accesso alle frontiere terrestri". "Fino a quando questa operazione umanitaria non sarà in piedi", "i governi europei devono fornire all’Italia e a Malta il sostegno finanziario e logistico necessario, che consenta loro di intensificare le operazioni di soccorso".
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