VENERDÌ 13 FEBBRAIO 2015, 16:31, IN TERRIS

Amnesty chiede maggior tutela per i civili ucraini

Sono centinaia i civili – donne, bambini, anziani, disabili – ancora intrappolati a Debaltseve

MILENA CASTIGLI
Amnesty chiede maggior tutela per i civili ucraini
Amnesty chiede maggior tutela per i civili ucraini
In seguito all’annuncio dell’accordo raggiunto a Minsk per il cessate il fuoco in Ucraina, l'associazione Amnesty International ha sollecitato entrambe le parti in conflitto a prendere misure immediate per coprire il periodo che precede l’effettiva entrata in vigore dell’intesa, il 15 febbraio prossimo. “Data l’intensità degli attuali combattimenti a Debaltseve e il prevedibile desiderio di conquistare terreno prima dello stop delle ostilità, siamo molto preoccupati per i civili”, ha dichiarato Joanne Mariner, Alta consulente per le risposte alle crisi di Amnesty International.

Secondo Mariner, di rientro da Debaltseve, la cittadina controllata dall’esercito ucraino ma sempre più sotto il tiro delle milizie filorusse, sono intrappolati tra le macerie o nascosti negli scantinati un numero imprecisato di cittadini. “Quando abbiamo visitato Debaltseve, la scorsa settimana, vi abbiamo trovato devastazione e dolore. Sebbene molti civili fossero stati evacuati, ne rimanevano ancora alcune centinaia, tra cui bambini, pensionati e persone con disabilità”, ha spiegato la consulente.

Per Amnesty International, entrambe le parti in conflitto nell’Ucraina orientale hanno violato le leggi di guerra attraverso attacchi indiscriminati che hanno causato la morte di migliaia di persone tra la popolazione inerme. “Nelle ultime settimane di escalation militare sono state uccise decine di civili. Entrambe le parti in conflitto hanno fatto ricorso ad armi indiscriminate che non dovrebbero mai essere usate per colpire i centri abitati” – ha sottolineato Mariner.

I sopravvisti – secondo il resoconto della missione di ricerca di Amnesty durata due settimane nell’Ucraina orientale – sono ammassati in rifugi sotterranei, impauriti per i quasi incessanti attacchi con bombe e mortai, senza elettricità, acqua e altri beni di prima necessità, quasi interamente dipendenti dagli aiuti umanitari. Col cessate il fuoco alle porte, Amnesty chiede che le persone rimaste vengano scortate fuori dalla città in tutta sicurezza il prima possibile.
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