MERCOLEDÌ 09 SETTEMBRE 2015, 000:01, IN TERRIS

AAA CERCANSI CADAVERI

LUCA LA MANTIA
AAA CERCANSI CADAVERI
AAA CERCANSI CADAVERI
In Italia siamo abituati a tutto. Mancano le infrastrutture, i soldi, servizi sociali degni di questo nome, case popolari per i meno abbienti, il lavoro, un senso civico diffuso e così via. Ma quella dei cadaveri per le ricerche universitarie è una carenza che nessuno, nemmeno il più avveduto cittadino, poteva immaginare. E invece è così. La denuncia è arrivata nel corso della conferenza stampa a margine della presentazione del XV Meeting della Federazione mondiale delle società di Neurochirurgia (Wfns) che si svolgerà a Roma dall'8 al 12 settembre. Un guaio per professori e studenti che non hanno "preparati anatomici" (questo il nome tecnico, e anche un po' cinico, col quale vengono chiamate le salme) su cui esercitarsi. Ma se la scienza non può fermarsi come si risolve il gap? Acquistando i corpi dall'estero a costi da record. Per una testa, che insieme alla colonna vertebrale è la parte su cui i neurochirurghi lavorano, servono 10 mila euro. E se l'Ateneo è pubblico indovinate da dove vengono questi soldi? Dalle nostre tasche.

Ma per una volta, almeno a sentire quanto hanno affermato i docenti intervenuti, la colpa non è dello Stato. Nel nostro Paese, infatti, manca la cultura della donazione dei cadaveri alla ricerca. Un contributo difficile da digerire ma che potrebbe facilitare il raggiungimento di risultati importanti da un punto di vista medico. Basti pensare che in una città come Torino, mediamente, alle università arriva un corpo all'anno. Uno schiaffo alle esigenze dei camici bianchi. Proprio per questo, la Società italiana di Neurochirurgia (SINch) sta pensando ad una campagna di sensibilizzazione su questo tema. "In Italia la donazione del corpo è ammessa- ha spiegato il professor Roberto Delfini, past-president della SINch - ma nel nostro Paese questo tipo di cultura non esiste e non è diffusa. L'Istituto di anatomia della Sapienza di Roma, per esempio, riceve uno o due corpi l'anno, con i quali non è possibile però organizzare nessun tipo di corso".

Per l'esercitazione dei neurochirurghi italiani, ha aggiunto, ci sarebbe bisogno di "una decina di cadaveri per ciascun centro; così, calcolando che in Italia i centri di specializzazione sono 25, in totale ne servirebbero 250". Come fa oggi, allora, un neurochirurgo a fare pratica? "Per prepararsi- ha risposto Delfino ai giornalisti- o partecipa a corsi organizzati da centri specializzati, che sono comunque obbligati ad acquistare i preparati anatomici all'estero, con quote non trascurabili, oppure se ne va all'estero, dove però deve sostenere, oltre ai costi di iscrizione ai corsi, anche quelli di permanenza".

Del resto, ha proseguito, "l'esercitazione su preparati anatomici è fondamentale" ma in Italia  mancano i Centri di anatomia chirurgica che dovrebbero occuparsi proprio di mettere a disposizione degli specialisti il materiale con cui esercitarsi". Anche il Comitato nazionale di bioetica ha recentemente sottolineato la mancanza di una legge 'ad hoc' sulla donazione. Oggi l'unica strada in Italia è l'espressione di una chiara volontà in vita con un atto sottoscritto e consegnato a una struttura universitaria. Fuori dai nostri confini, viceversa, la situazione è assolutamente diversa e ci sono più donazioni". Forse è vero che, da queste parti, risparmiamo proprio su tutto...
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
La locandina del film
STAR WARS

Il lato Chiaro e quello Oscuro de "Gli Ultimi Jedi"

Scelte coraggiose e azzardi, poesia ed errori pericolosi. Cosa pensiamo di Episodio VIII (SPOILER)
La tomba della regina Elena
IL RITORNO DEL RE

La salma di Vittorio Emanuele III è in Italia

Sarà sepolto a Vicoforte (Cuneo). Emanuele Filiberto: "Dovrebbe riposare al Pantheon"
Vittorio Emanuele III

Il ritorno del Re

Vittorio Emanuele III tornerà dall'esilio e la sua salma sarà trasferita da Alessandria...
L’albero di Natale Prosecco Doc a Venezia
FEDERALBERGHI

Tra Natale e Capodanno 15 milioni di italiani in viaggio

Il giro d’affari complessivo sarà di 9,9 miliardi di euro
Reliquia della Beata Anna Maria Adorni
VATICANO

Presentato il nuovo documento sulle reliquie

Pubblicato dalla Congregazione delle Cause dei Santi
SIRIA

La Russia accusa gli Usa: "Addestrano terroristi"

750 miliziani in un campo profughi nel Nord-Est della Siria