Obamacare, pressing di Trump sul Congresso: arriva l’ordine esecutivo Il presidente Usa forza la mano. Costi più bassi per le polizze e meno oneri per il governo federale

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Donald Trump forza la mano sullo smantellamento dell’Obamacare, vista la totale incapacità del partito repubblicano di cancellare e sostituire la riforma sanitaria varata dalla precedente amministrazione. Il presidente Usa ha firmato alla Casa Bianca un ordine esecutivo che a suo avviso agevolerà “milioni e milioni di persone” e che aumenterà competizione, opzioni e accesso, diminuendo i costi delle polizze, senza oneri per il governo federale. Tra le misure la possibilità di acquistare una assicurazione medica al di fuori degli stati di residenza.

Migliaia di piccole aziende potranno inoltre formare associazioni per avere lo stesso potere contrattuale delle grandi aziende. L’amministrazione, ha proseguito, esplorerà anche la possibilità di piani assicurativi a breve termine, di durata limitata. Si tratta di “primi passi“, con effetti che probabilmente si vedranno non prima di un anno, senza grosse conseguenze quindi sui rinnovi delle polizze dell’Obamacare previsti all’inizio di novembre.

L’amministrazione Trump continua intanto a viaggiare sulle montagna russe, tra crescenti contrasti interni, un partito che gli volta le spalle sempre più spesso, le incognite delle sue decisioni sull’Iran e sulla Corea del nord, nonché sull’accordo commerciale Nafta con Canada e Messico. Lo stesso ex chief strategist Steve Bannon ritiene che Trump abbia solo il 30% di chance di restare alla Casa Bianca fino alla fine del mandato.

Ad aumentare le tensioni c’è la minaccia di abbandonare Porto Rico a sé stessa nel mezzo della grave crisi umanitaria provocata dal passaggio dell’uragano Maria. “La rete elettrica era un disastro prima dell’uragano”, ha twittato il presidente americano, “e noi non possiamo tenere lì l’esercito, la protezione civile e i soccorritori per sempre”. “Sarà il Congresso a decidere quanti soldi stanziare per la ripresa”, ha aggiunto, nel giorno in cui la Camera è chiamata a votare un pacchetto di aiuti per 36,5 miliardi di dollari per Stati e territori americani colpiti recentemente dagli uragani, dal Texas alla Florida, dalle isole Vergini a Porto Rico. E proprio Porto Rico, dove il numero dei morti è arrivato a 45, rischia di essere il primo grande fallimento dell’amministrazione Trump: a tre settimane dall’uragano, l’isola è ancora in piena emergenza, sanitaria e logistica (89% della popolazione senza elettricità, la meta’ senza acqua potabile e servizio telefonico).

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