Catalogna: unionisti in piazza a Barcellona, scontri tra ultras Lancio di tavolini fra tifosi di calcio durante la manifestazione anti secessione. Puigdemont: "Chiediamo il dialogo e parlano di articolo 155"

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Ultras in piazza e disordini a Barcellona durante la marcia contro la secessione della Catalogna organizzata dai movimenti unionisti. Una replica di quanto già avvenuto domenica scorsa, due giorni prima che Carles Puigdemont annunciasse l’avvio (poi subito sospeso) dell’indipendenza. A scontrarsi, secondo La Vanguardia, sono stati i tifosi di due diverse squadre di calcio che in piazza Catalunya hanno preso d’assalto l’esterno di un bar lanciandosi sedie e tavolini. La polizia locale è intervenuta per sedare gli animi e un agente ha riportato qualche contusione.

Scene che potrebbero ripetersi nei prossimi giorni, quando le intenzioni di Puigdemont e le conseguenti reazioni di Madrid saranno più chiare. I margini per il dialogo, auspicato dal presidente catalano, sono pressoché inesistenti. Mariano Rajoy dal palco del Parlamento spagnolo ha indirettamente minacciato di ricorrere all’articolo 155 della Costituzione, che potrebbe comportare la sospensione dell’autonomia regionale e lo scioglimento del governo. “Chiedi il dialogo, rispondono mettendo sul tavolo l’articolo 155. Capito” ha replicato su Twitter Puigdemont dopo l’ultimatum del premier conservatore. Sette giorni (la deadline scade giovedì 19) entro cui Barcellona dovrà scoprire le carte, altrimenti arriverà il giro di vite di Madrid.

Che non sarà l’applicazione dell’articolo 116, quello “stato d’eccezione” che darebbe al governo spagnolo la possibilità di inviare l’esercito nella Generalitat. Mossa che, dagli indipendentisti, verrebbe letta come una vera e propria occupazione militare. La ministra della difesa Maria Dolores de Cospedal ha rassicurato che “non sarà necessario l’intervento dell’esercito”. Madrid, ha aggiunto, sta agendo nella crisi catalana “con proporzionalità e fermezza in difesa della legalità e degli interessi di tutta la Spagna”.

Lontana, al momento, anche l’ipotesi di un arresto di Puigdemont. “Speriamo di non doverci arrivare” ha detto il ministro degli Esteri Alfonso Dastis intervistato da una tv francese. “Dipende da lui” ha aggiunto.

L’escalation tra Madrid e Barcellona, al momento, non ha prodotto alcun contraccolpo nell’economia del regno. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato che il rating iberico resta nella classe BBB+. “Non ci aspettiamo che, in sé, la situazione possa portare a bocciature del rating, con la possibile eccezione della Catalogna, il cui B+ abbiamo messo sotto osservazione il 4 ottobre – si legge in una nota – non crediamo che l’indipendenza della catalana andrà in porto, nonostante le affermazioni del governo catalano del 10 ottobre (poi sospese) che presuppongono una dichiarazione unilaterale d’indipendenza”.

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