Forza Nuova, stop di Minniti alla marcia su Roma: “Non si farà” Il ministro blocca l'iniziativa degli estremisti di destra, prevista il 28 ottobre: "Date disposizioni al Questore. E' un richiamo all'atto di nascita del regime"

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Minniti

Sfida aperta tra il movimento estremista di Forza Nuova e il ministro dell’Interno, Marco Minniti. Fn, infatti, ha incassato il secco “no” del guardasigilli allo svolgimento dell’annunciata “marcia su Roma” prevista per il prossimo 28 ottobre dagli esponenti della destra. Un diniego giustificato con l’evidente “richiamo all’atto di nascita del regime fascista”, con “disposizione al Questore di Roma di non concedere l’autorizzazione alla manifestazione”. Il “no”, ampiamente annunciato già a settembre dal capo del Viminale, non sembra comunque aver fermato gli intenti dei militanti di Forza Nuova, decisi a svolgere lo stesso il corteo in coincidenza del 95esimo anniversario dell’atto di forza del partito fascista, avvenuto il 28 ottobre del 1922.

L’iniziativa di Forza Nuova

Tra locandine e annunci su Facebook, gli organizzatori sono al lavoro ormai da mesi all’allestimento della manifestazione, con appuntamento fissato in Piazzale Pier Luigi Nervi, all’Eur, e un numero di partecipanti stimato in oltre 5 mila persone dai vertici di Forza Nuova, i quali avevano parlato di mobilitazioni non solo di realtà legate al partito ma anche di altri contesti sociali. Secondo il leader del movimento, Stefano Fiore, le adesioni all’iniziativa dell’estrema destra sono arrivate da tutta Italia anche se, almeno nelle battute iniziali, non era chiaro se i manifestanti avessero in mente un corteo o una manifestazione statica.

Anpi, appello a Minniti

Alla volontà di Forza Nuova, però, oltre al ministro Minniti si è opposta con fermezza anche l’Anpi che, attraverso le parole del presidente Carlo Smuraglia, ha spiegato che “avere convocato la manifestazione senza autorizzazione dalla questura diventa un atto eversivo, una sfida di fronte alla quale lo Stato deve fare la sua parte, impedendo la marcia”. Questo anche perché, qualora agisse diversamente, “lo Stato metterebbe i cittadini nella condizione di doverci pensare loro: cosa che non è auspicabile. Faccio appello al ministro Minniti, il quale aveva dichiarato che la ‘marcia dei patrioti’ sarebbe in chiaro contrasto con le leggi Scelba e Mancino”. Secondo Smuraglia, “l’aspetto più preoccupante è la data scelta provocatoriamente: il 28 ottobre, giorno della marcia su Roma, sappiamo bene cosa è significato”. Sicuramente, nello stesso giorno ci sarà una risposta in piazza dell’Anpi: “Per quel giorno l’Associazione ha deciso una mobilitazione nazionale antifascista. Faremo anche un’iniziativa in Campidoglio per spiegare a chi non lo sa cosa è stata la marcia su Roma. E una nostra delegazione porterà una corona di fiori sulla lapide di Matteotti”.

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