Kim sfida ancora l’Onu: “Avanti sul programma nucleare” Per Washington intanto tutte le opzioni restano sul tavolo. Compresa quella militare

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“Il programma nucleare sarà completato”. Kim Jong Un non recede dai propositi di potenziamento dell’arsenale atomico della Corea del Nord, nonostante la sanzioni Onu. L’ennesima sfida lanciata dal regime di Pyongyang all’Occidente e agli Stati Uniti, in una prova muscolare dagli esiti imprevedibili.

L’ultimo test

Per Washington intanto tutte le opzioni restano sul tavolo. Compresa quella militare, ha spiegato il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, il generale H. R. McMaster, ribadendo comunque che “non è la nostra preferita”. Dopo l’ultimo test missilistico il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha subito riunito il Consiglio di sicurezza nazionale affermando che Seul ha le capacità di fuoco in grado di distruggere la Corea del Nord “in modo irrecuperabile” chiarendo che, pur coi migliori propositi, il dialogo con Kim Jong-un è “impossibile in questa situazione“.

Giappone in allerta

Dopo l’ultimo lancio e sirene di allerta, oltre ai messaggi su cellulari e via tv, sono state azionate nella parte settentrionale del Giappone, in un inedito meccanismo che ha interessato finora catastrofi naturali, come terremoti, tsunami o risveglio di vulcani. “E’ tempo in cui alla comunità internazionale si richiede di agire unita contro le provocazioni del Nord che minacciano la pace nel mondo“, ha affermato il premier Shinzo Abe che, appena rientrato dalla visita in India, ha avuto un colloquio telefonico con Moon. “Dobbiamo rendere chiaro alla Corea del Nord che se continua così il suo futuro non sarà brillante“, ha aggiunto.

Si muove l’Onu

Su richiesta di Usa, Corea del Sud e Giappone, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha tenuto una riunione d’emergenza, a pochi giorni dalle sanzioni votate lunedì in risposta al test nucleare del 3 settembre. I 15 hanno chiesto a Pyongyang di “porre fine immediatamente” alle sue “azioni oltraggiose” e “un sincero impegno alla denuclearizzazione”. Mentre l’ambasciatrice Usa Nikki Haley, in vista dell’Assemblea generale la settimana prossima, ha esortato l’Onu a “fatti e non solo parole“. Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha invitato tutte le nazioni a prendere nuove misure contro lo Stato eremita, convinto che le sanzioni appena varate “rappresentino il pavimento e non il tetto delle azioni che dobbiamo prendere”. Cina e Russia, in particolare, devono “mostrare la loro intolleranza per questi lanci missilistici senza scrupoli, decidendo loro stessi azioni dirette”.

Condanna a metà

Mosca ha condannato l’ultima mossa di Pyongyang e Pechino ha manifestato ferma opposizione, ma anche una sorta di impotenza spiegando di “non avere la chiave per una soluzione finale” sul nucleare nordcoreano, pur opponendosi a ogni azioni che violi gli obblighi del Consiglio di Sicurezza. La portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, ha sollecitato gli Usa a “giocare un ruolo maggiore nella risoluzione” del problema, reiterando l’appello alla calma a tutte le parti e al ritorno al tavolo negoziare per raffreddare le tensioni.

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