M5S, ecco le regole per la candidatura a premier: ammessi anche gli indagati Il vademecum, apparso sul blog di Grillo, pone la condizione di un certificato rilasciato ai sensi dell'art. 335 del c.p.p. ma è polemica. Cassimatis: "Norma ad personam"

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grillo M5S

Con l’orizzonte delle prossime elezioni sempre più vicino, sul blog di Beppe Grillo compare il profilo ideale del candidato premier M5S e le regole per accedere alla candidatura. Nemmeno il tempo di pubblicarle, però, che è già polemica sui contenuti: secondo quanto riportato nel vademecum, infatti, alla corsa saranno ammessi anche coloro che hanno un’indagine a carico. A ogni modo, il post apparso sul blog del leader pentastellato pone una condizione: “Ai candidati a conoscenza di indagini o procedimenti penali verrà richiesto un certificato rilasciato ai sensi dell’art. 335 del c.p.p., nonché i documenti relativi ai fatti contestati ed una breve relazione illustrativa dei fatti con autorizzazione espressa alla pubblicazione di tali atti nell’ambito dello spazio riservato a ciascun candidato”.

Candidato e capo politico

Altra scelta che ha destato stupore, è l’identificazione del candidato premier (quindi il vincitore delle primarie) come capo politico del Movimento Cinque stelle, fattore che, in qualche modo, escluderebbe Grillo dalla leadership del movimento. E, a proposito della clausola legata agli indagati, attorno al M5S non sono mancate le critiche e non solo dall’opposizione: “Siamo sicuramente di fronte a una norma ad personam – ha detto Marika Cassimatis, ex candidata grillina spodestata dallo stesso ex comico – perché sanno che c’è una situazione che pende su Di Maio”.

La clausola

Sul blog, però, è stato precisato anche che “non c’è nessuna nuova regola riguardante chi ha procedimenti giudiziari in corso: in base al codice etico del Movimento 5 Stelle gli indagati per fatti e comportamenti gravi, ancor prima che ci sia una sentenza della magistratura o addirittura ancor prima che ricevano un avviso di garanzia, vengono sospesi”. Una condizione che, di fatto, “esclude automaticamente la possibilità di una loro candidatura”. E’ pur vero, però, che l’ammissione di coloro a conoscenza di indagini a loro carico sembra cozzare con i principi di integrità paventati fin dagli albori dalla base pentastellata. Il termine ultimo per avanzare le candidature, comunque, sarà il 18 settembre alle ore 12. La lista candidati verrà poi sottoposta alla votazione in rete.

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