Bufera sul caso Consip dopo le rivelazioni del pm. Renzi: “Qualcuno voleva gettarmi fango” Due Carabinieri avrebbero detto alla procuratrice: "Può far esplodere una bomba, arriviamo a Renzi". Indignazione dem: "Se fosse vero sarebbe un complotto"

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Consip

E’ bufera sul caso Consip dopo la pubblicazione, da parte di tre importanti testate nazionali, di alcuni verbali redatti dalla pm di Modena, Lucia Musti, al Csm sui rapporti con i carabinieri Gianpaolo Scafarto e Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, a cui erano affidate le indagini. E’ stata la stessa pm a riferire al Csm, durante l’udienza del 17 luglio scorso, le frasi choc dei due Carabinieri pronunciate in un colloquio intercorso nell’aprile 2015, quando a Modena erano stati appena ricevuti gli atti dell’inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla Procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana: “Dottoressa – le avrebbe detto De Caprio -, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”.

Renzi: “Fiducia nei giudici di Roma”

I verbali, riportati da ‘Repubblica’, ‘Corriere della Sera’ e ‘Messaggero’, hanno inevitabilmente agitato le acque dell’inchiesta Consip, scatenando la reazione del diretto interessato, Matteo Renzi: “Penso che qualcuno che voleva utilizzare Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l’Expo, come per il Jobs act. Le intercettazioni sono state falsificate per montare un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni”. E, mentre il Capitano Ultimo respinge le accuse (“Non ho mai svolto indagini per fini politici”), l’ex premier si dice fiducioso nella giustizia: “Stimo e rispetto i magistrati e i Carabinieri perché penso che la stragrande maggioranza siano persone di alto livello a cui riservare gratitudine. Chi è al centro di queste vicende deve avere rispetto delle istituzioni. C’è un giudice a Roma e noi ci fidiamo dei giudici. Si tratta di una vicenda umana che mi è costata, so che persone a me molto care stanno soffrendo per questo”.

Zanda: “Complotto per rovesciare le istituzioni”

Non si è espresso, finora, il padre dell’ex presidente del Consiglio, Tiziano Renzi il quale, nelle ore successive alle rivelazioni dei quotidiani, aveva affermato di “non dover rilasciare nessuna dichiarazione”. In merito alle presunte dichiarazioni dei Carabinieri, il Partito democratico ha fatto scudo attorno a Renzi: “Se quanto stiamo apprendendo dovesse risultare vero – ha spiegato il presidente dei senatori dem, Luigi Zanda – dovremmo concludere che negli anni passati c’è stato in Italia un vero e proprio complotto, che ha visto coinvolti organi dello Stato, volto a rovesciare istituzioni democraticamente indicate dal Parlamento della Repubblica. In altri tempi si sarebbe parlato di eversione, se non di peggio”.

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