Migranti, le accuse dell’Onu all’Ue: “Chiude gli occhi sulle brutalità nei campi di detenzione libici” Per l'Alto Commissario per i diritti Umani dell'Onu, il giordano Zeid bin Raad Al Hussein, è necessario che Bruxelles si adoperi per mettere in campo azioni concrete per aiutare i migranti

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Le Nazioni Unite hanno accusato l’Unione europea di “chiudere gli occhi” davanti alle brutalità che sono costretti a subire i migranti che vengono riportati, e poi trattenuti, in Libia nei campi di detenzione gestiti dal governo.

Necessarie azioni concrete per proteggere i migranti

Per l’Alto Commissario per i diritti Umani dell’Onu, il giordano Zeid bin Raad Al Hussein, è necessario che Bruxelles si adoperi per mettere in campo azioni concrete per aiutare i migranti. Inoltre, ha ricordato come “alcuni migranti muoiono di sete, di fame o di malattie facilmente curabili, alcuni sono torturati o picchiati a morte mentre lavorano come schiavi, mentre altri vengono uccisi solo per divertimento“. Al Hussein, inoltre, ha criticato duramente la scelta dell’Italia e dell’Ue di finanziarie e di addestrare la Guardia Costiera libica per fermare i trafficanti di esseri umani e dei profughi. Questi sforzi, inclusa l’intesa tra alcuni leader europei e nordafricani raggiunta ad agosto per impedire ai disperati di attraversare il Mediterraneo, rappresentano per Al Hussein “un fallimento” perché non affrontano questa “calamità umana” ma si limitano a contenerne i danni. L’Alto Commissario Onu ha detto di condividere la denuncia presentata dal presidente di Medici Senza Frontiere, Joanne Liu, sulle “orribili condizioni” in cui si trovano i profughi ed i migranti nei campi di detenzione gestiti dal governo libico. “Sostengo pienamente la sua analisi e condivido il suo disgusto” per quello che descrive, sostiene Al Hussein, come “la ‘cinica complicità’ di quanti sostengono il ritorno dei migranti in Libia chiudendo gli occhi su quanto sta accadendo li. Non possiamo continuare a voltare lo sguardo da questa brutale realtà”.

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