Terremoto in Messico: le vittime salgono a 32, scossa potente ma lontana dai centri abitati Il bilancio potrebbe salire ma difficilmente si raggiungeranno i numeri del 1985, quando persero la vita 15 mila persone

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E’ salito a 32 morti il bilancio del terremoto che ha colpito lo Stato del Chiapas, in Messico. La conta delle vittime è destinata a salire ma, probabilmente, non si raggiungeranno i numeri di altre sciagure simili verificatesi nel Paese dell’America Centrale, su tutti quello di Città del Messico del 1985, costato la vita a 15 mila persone. La scossa è stata violentissima (8,2 della scala Richter) ma si è verificata a una profondità di 58 chilometri, ben lontano dalla superficie. Nel sisma del 1985, invece, l’epicentro si trovava nello Stato di Guerrero, a 400 km dalla capitale e a 18 km di profondità.

Va poi detto che Pijijiapan, la località dello Stato del Chiapas più vicino al sito di origine della scossa, si trova in un’area rurale, con una bassa densità di popolazione, distante quasi mille chilometri dalla capitale, Città del Messico, una megalopoli vulnerabile su tanti fronti con 20 milioni di abitanti.

A impressionare sulle dimensioni del sisma della notte è comunque un dato reso noto dal presidente, Enrique Pena Nieto: ad avvertire il potente terremoto sono stati circa 50 milioni di abitanti, su una popolazione totale del paese di 127 milioni. E la scossa ha raggiunto gran parte del Messico, dal sudest al centro.

Tanta paura ma nessuna conseguenza per i tre ragazzi de Il Volo, impegnati in un tour in Sudamerica. “Grazie a tutti per i messaggi, stiamo bene, nonostante la forte scossa che poco fa ha colpito il Messico”, ha scritto Gianluca Ginoble sulla sua pagina Facebook. “Grande paura, ma stiamo tutti bene! A Città del Messico non è successo nulla di grave!”, ha aggiunto il papà di Gianluca. I tre artisti hanno passato una notte insonne: l’albergo dove alloggiavano è rimasto senza elettricità e i tre sono stati accolti in spazi comuni al piano terra.

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