Irma, mezzo milione di persone in fuga da Miami, gli esperti: “L’impatto sarà diretto” Traffico infernale sulle strade che portano fuori dalla metropoli dell'East Cost. Trump: "Venti mai visti, sono preoccupato"

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Miami è nella peggiore delle posizioni possibili”. I meteorologi americani non usano giri di parole per descrivere la condizione nella quale la metropoli dell’East Cost si troverà tra poche ore, quando l’uragano Irma, il più potente mai registrato, colpirà il sud della Florida. L’evacuazione della città è già iniziato, con mezzo milione di persone che si sta muovendo nel tentativo di mettersi a riparo nell’entroterra. Disagi causati dal traffico sono segnalati in tutta l’area in uno scenario da film hollywoodiano apocalittico.

In seguito all’ordine di abbandonare la città strade e autostrade sono in queste ore intasate e le stazioni di servizio aperte prese d’assalto prima che possano finire le scorte di carburante.

Anche i beni di prima necessità sono ormai quasi spariti dagli scaffali di moltissimi supermercati. “Sono molto preoccupato, siamo di fronte a venti mai visti”, ha ammesso il presidente americano Donald Trump, costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione. E’ in ansia anche per le sue proprietà sia in Florida che nei Craibi, a partire dalla cosiddetta “Casa Bianca d’inverno” a Palm Beach, il resort di Mar-a-Lago. “Il passaggio dell’uragano sarà devastante, peggiore del previsto. E Miami deve prepararsi al peggio”, ha avvertito il governatore Rick Scott: “Non perdete tempo – il suo appello davanti alle telecamere -, se vi viene chiesto abbandonate subito le vostre case”. “Lo dovete fare ora”, ha rincarato il sindaco di Miami, “è un uragano nucleare“. Non diverso l’invito alla popolazione rivolto dalle autorità del North Carolina e della Georgia, a nord del Sunshine State, dove è stata ordinata l’evacuazione di Savannah, la città resa famosa da “Via col Vento”, e degli altri centri sulla costa.

Le morti accertate sono finora dieci, tra cui un bimbo di due anni. Ma non può che essere un bilancio provvisorio, visto che nella gran parte delle zone colpite non sono nemmeno arrivati i soccorsi. E Irma prosegue la sua folle corsa verso nordovest, verso zone altamente popolate, puntando la Repubblica Dominicana, Haiti, le Bahamas.

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