Angola, il presidente del Congo elogia Dos Santos: “Ha fatto tanto per la pace in Africa” Il capo di Stato dell'ex colonia portoghese sta per concludere il suo ultimo mandato. E' stato in carica per 38 anni

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Il presidente uscente dell’Angola, José Eduardo dos Santos, è stato elogiato pubblicamente dal suo omologo congolese, Denis Sassou Nguesso, per lo sforzo profuso “a favore della pace in Africa“. A renderlo noto è un comunicato del partito di governo Mpla, confermato dalle ultime (contestate) elezioni come la principale forza politica del Paese.

Dos Santos, 75 anni, esce di scena dopo 38 anni alla guida dell’ex colonia portoghese. Il suo successore è l’ex ministro della Difesa Joao Lourenco, leader dell’Mpla. Il suo carisma ha consentito al partito di governo di ottenere il 61,07% dei consensi e di conquistare 150 seggi su 220 in Parlamento, assicurandosi la maggioranza. Ma il voto è stato contestato da 4 partiti di opposizione su 5, che hanno denunciato irregolarità, chiedendo un riconteggio dei voti.

 

Sassou, da parte sua, è stato riconfermato presidente nel 2016. Settantatré anni, è stato eletto per la prima volta nel 1979 come Dos Santos. Ma a differenza del presidente dell’Angola, quello del Congo non è stato in carica dal 1992 e il 1997. Per assicurarsi una permanenza al potere così lunga, Sassou ha chiesto una modifica della costituzione, approvata dai cittadini nel referendum svoltosi alla fine del 2015. In questo modo ha potuto candidarsi per un altro mandato.

Prima di Sassou, anche l’ex presidente del Mozambico Joaquim Chissano aveva elogiato la decisione di Dos Santos di uscire di scena. Secondo l’ex omologo la scelta di Dos Santos è arrivata al momento giusto, da un punto di vista politico ed economico. “Ha preso questa decisione perché pensava che fosse il momento migliore anche per il suo popolo. Io ho fatto lo stesso quando ho capito che era arrivato il momento di andare in pensione” ha spiegato. “Il presidente José Eduardo dos Santos merita un plauso, perché ha trasformato un Paese distrutto dalla guerra in una nazione prospera, intervenendo con importanti riforme, in particolare per la diversificazione dell’economia”

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