L’invito del Papa a compiere “passi più coraggiosi” verso la piena comunione Messaggio di Francesco per il Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa che si apre oggi nella Comunità di Bose

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papa e bartolomeo

L’incoraggiamento di Papa Francesco a “intraprendere passi più coraggiosi e concreti verso la piena comunione” giunge in un messaggio inviato in occasione dell’apertura dei lavori del XXV Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa, organizzato dalla Comunità Monastica di Bose in collaborazione con le Chiese Ortodosse (6-9 settembre 2017, Monastero di Bose).

L’abbraccio a Bartolomeo e a Theodoros

Il Pontefice fa giungere “un caloroso abbraccio di pace a Sua Santità il Patriarca Ecumenico, il carissimo Fratello Bartolomeo, e a Sua Beatitudine Theodoros, Patriarca di Alessandria”, la presenza dei due esponenti ortodossi – aggiunge Francesco – “onora i venticinque anni del Convegno” e “ne avvalora il contributo al comune cammino verso la piena unità“.

Il dono dell’ospitalità

Il tema di quest’anno è “il dono dell’ospitalità”, che Bergoglio ritiene “suggestivo e attuale”. “È vero – osserva -, l’ospitalità è un dono, un dono che abbiamo anzitutto ricevuto: siamo ospiti di un mondo per noi creato e che va custodito, ma siamo pure di passaggio quaggiù, stranieri in terra, perché ospiti invitati e attesi nei cieli, dov’è la nostra cittadinanza”.

Nel frattempo, “come discepoli viandanti”, il Santo Padre invita “a fissare lo sguardo su ciò che non tramonta, sulla carità che non avrà mai fine, ad accoglierci gli uni gli altri come doni del Signore, a favorire cura e affetto reciproci”, ed anche – afferma citando il libro La vita in Cristo di Nicola Cabasilas ad “avere compassione, prendere parte al dolore
di quelli che soffrono, considerare come un male proprio le sventure degli altri”.

L’invito a compiere passi più coraggiosi e concreti

“Vi auguro – prosegue il messaggio del Papa – che tale chiamata sia ravvivata dall’ascolto umile e sincero e dalle riflessioni di questi giorni, perché crescano sempre più sentimenti fraterni e maturi un’autentica ‘ospitalità del cuore’, così che, mentre peregriniamo insieme verso il Regno, siamo sospinti a intraprendere passi più coraggiosi e concreti verso la piena comunione”.

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