Stupri di Rimini, fermato il quarto componente del branco L'uomo, un congolese di 20 anni, stava fuggendo su un treno. Ieri, i due più giovani avevano confessato, un terzo era stato fermato poco dopo

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stupratori Rimini

Si chiude il cerchio sugli stupratori di Rimini: questa mattina, infatti, è stato arrestato il presunto quarto componente del branco che, il 26 agosto scorso, aveva violentato una turista polacca a Miramare, picchiando e derubando un ragazzo che era con lei e, nelle ore notturne, stuprato una transessuale di origini peruviane. Nella giornata di ieri due sospetti componenti del gruppo, fratelli di origine marocchina ed entrambi minorenni, si erano presentati spontaneamente in una caserma dei Carabinieri di Montecchio di Pesaro, dopo che la diffusione di alcuni fotogrammi ripresi da telecamere di videosorveglianza (che avevano inquadrato il presunto branco all’incirca alle 4 del mattino) aveva fornito ad alcune vittime lo spunto per riconoscerli, confessando di appartenere al gruppo di violentatori.

Bloccato su un treno

Nella tarda serata, anche il terzo sospetto stupratore, un congolese di 17 anni, era stato arrestato dai Carabinieri che, nel frattempo, avevano aperto la caccia all’ultimo rimasto a piede libero, un altro congolese di circa 20 anni (unico maggiorenne) considerato il capo della banda. La rete attorno all’uomo si è stretta in mattinata, quando le Forze dell’ordine lo hanno sorpreso su un treno, sul quale era salito durante la notte per cercare di fuggire: i militari, che già stavano monitorando i suoi spostamenti, lo hanno fermato alla stazione di Rimini, dove il convoglio aveva effettuato una fermata. Il giovane è stato portato in Questura per essere sottoposto a interrogatorio.

Rimini, rete chiusa

Elemento decisivo per l’indagine, sarebbero state proprio le immagini che ritraevano i quattro componenti della banda il 26 agosto, esattamente alle 3.57, in procinto di effettuare il secondo stupro ai danni della prostituta peruviana. I fotogrammi immortalavano in particolare tre persone di profilo: due di loro indossavano un cappello con visiera, mentre un altro una felpa con cappuccio. Da tali immagini, il ragazzo aggredito e la transessuale avrebbero riconosciuto i loro assalitori. Proprio in seguito alla diffusione dell’estratto del video, i due più piccoli componenti del branco avrebbero deciso di costituirsi, confessando di far parte di coloro che avevano messo in atto gli stupri e le violenze: entrambi erano noti, nella zona, per spaccio e piccoli furti.

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