Berlusconi: “La destra in Sicilia vince solo se unita”. Meloni: “Impossibile con Alfano” L'appello dell'ex premier a pochi mesi dalle elezioni regionali del 5 novembre. Secco "No" di FdI

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Silvio Berlusconi torna a parlare di unità del centro destra e in un’intervista rilasciata al Mattino. Il leader di Forza Italia sottolinea che la vittoria alle prossime elezioni regionali in Sicilia (in programma il 5 novembre) dipende proprio dall’unità: “Io per la Sicilia ho un sogno: che si componga un centrodestra coerente e inclusivo in grado di dar vita non a una serie di slogan vuoti come fanno i grillini, ma a un progetto che in cinque anni trasformi il volto di questa terra bellissima e difficile. Le nostre probabilità di successo in Sicilia dipendono da questo”. Sul nome, aggiunge Berlusconi, “abbiamo la possibilità di scegliere fra più candidati di altissimo livello. Sceglieremo alla fine chi ha più possibilità non solo di vincere ma di ben governare”.

L’appello alla destra

Dalle pagine del quotidiano campano, Berlusconi lancia poi un appello “essenziale” ad Alfano e Meloni: “Pensiamo al bene della Sicilia e al futuro dei siciliani. Il teatrino della politica, le tattiche, le schermaglie vengono molto dopo”.

La legge elettorale

Berlusconi commenta poi la legge elettorale: “Ripartiamo dall’accordo di maggio. Sarebbe gravissimo ignorare l’invito del presidente Mattarella a cambiare insieme le regole delle elezioni”. Per l’ex premier è “legittimo preferire un sistema elettorale ad un altro. L’importante è non scegliere il sistema elettorale in base alle proprie convenienze immediate. La legge elettorale dovrebbe essere una legge di sistema, destinata a durare nel tempo. Dal 1948 al 1992 in Italia si è votato con la stessa legge, pur in situazioni politiche molto diverse. Quindi discutiamo pure dei diversi modelli, ma senza farci condizionare da quello che può sembrare un interesse immediato. Com’è noto, noi siamo favorevoli a un sistema proporzionale, l’unico che consenta davvero agli italiani, dopo quattro governi non scelti dagli elettori, di decidere da chi vogliono essere rappresentati e governati”.

Il premio alla lista

E sulla propensione dei Matteo Renzi al premio alla lista, Berlusconi è categorico: “Sarebbe gravissimo, e non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi, che gli appelli del capo dello Stato a modificare la legge elettorale in vigore, una legge disomogenea e contraddittoria fra Camera e Senato, cadessero nel vuoto”. Poi aggiunge: “I quattro maggiori partiti avevano trovato un buon accordo alla Camera su un sistema di tipo tedesco, che è il sistema elettorale che ha consentito alla Germania non solo di passare da paese distrutto e umiliato dalla guerra a massima potenza economica e politica europea, ma anche di assorbire i territori orientali, e quindi risolvere la ‘questione meridionale’ della Germania, in soli vent’anni. Renzi ha detto più volte di voler modificare la legge elettorale in accordo con Grillo e Berlusconi. Lo prendo in parola. Su quella legge — ricorda — prima di un incidente parlamentare su una questione minore, c’era l’accordo di Grillo, Berlusconi, Salvini e ovviamente Renzi. L’abbiamo votata insieme in commissione. Non vedo perché non si possa ripartire da lì. Se non accadesse qualcuno dovrebbe spiegarci che cos’è cambiato. Perché ciò che andava bene a maggio non vada più bene a settembre”.

Il Mezzogiorno italiano

In conclusione, il leader di Forza Italia lancia uno sguardo d’insieme a tutto il Sud Italia, affermando: “Oggi fare impresa nel Sud è un atto quasi eroico, per lo svantaggio competitivo che un imprenditore deve affrontare rispetto ai suoi colleghi e ai suoi concorrenti del resto dell’Italia e degli altri paesi europei. È la prima situazione da cambiare”. Poi denuncia “la scomparsa della questione meridionale dall’agenda politica della sinistra al governo”. E sulle proposte dei grillini per far ripartire il Mezzogiorno, dice: “penso che il M5S, fatto di puri professionisti della politica, cioè di gente che non ha mai lavorato, che vive di politica, non sia in grado di fare proposte realistiche, basate su un vero studio di fattibilità. Non conoscono la realtà, il mercato, l’impresa”.

La risposta di Giorgia Meloni

“Voglio rispondere all’appello all’unità con Alfano che Berlusconi mi lancia dalle pagine de ‘il Mattino’. Sono d’accordo sul fatto che occorra costruire un centrodestra capace di rappresentare lo scontento e il cambiamento. Ma considero impossibile farlo insieme a chi governa la Sicilia insieme a Crocetta e l’Italia insieme a Renzi. Per come la vedo io, è questo il teatrino della politica che nausea gli elettori, non certo chi chiede serietà e coerenza”

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