Scontri e violenze a Charlottesville, 3 morti e 35 feriti: l’Fbi apre un’inchiesta

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Una giornata segnata dal sangue e dalla violenza, quella di Charlottesville, nello stato della Virginia, in un’America che non riesce a superare le discriminazioni razziali. Sfocia in tragedia la manifestazione dei suprematisti bianchi contro la rimozione della statua del generale confederato Robert Lee, uno dei protagonisti della Guerra di Secessione americana, quando un’auto ha travolto la folla che protestava contro i razzisti. 3 i morti, e più di 30 i feriti. E mentre l’Fbi comunicava l’apertura di un’indagine sulle possibili violazioni dei diritti civili per l’incidente, i media locali afferma che è stato identificato il conducente dell’auto. Alla guida c’era James Alex Fields, 20 anni, originario di Maumee, in Ohio. Inoltre, la polizia dello stato ha annunciato di aver fermato Troy Dunigan, 21enne di Chattanooga (Tennessee) con l’accusa di turbativa della quiete pubblica, Jacob L. Smith, 21enne di Louisa (Virginia) per violenza e percosse e James M. O’Brien, 44enne di Gainesville (Florida) per avere con sé una pistola nascosta.

La manifestazione

Fra slogan nazisti, grida “Heil Hitler” e cantando gli “ebrei non ci rimpiazzeranno”, i suprematisti bianchi hanno invaso la piccola e tranquilla cittadina della Virginia da venerdì sera. La tensione è salita nella mattinata, con gli scontri cominciati ancora prima che la manifestazione prendesse il via. Nel giro di un’ora la situazione è precipitata, con il governatore Terry McAuliffe costretto a dichiarare lo stato di emergenza e mettere in allerta la Guardia Nazionale. La polizia in assetto da guerriglia è intervenuta, dichiarando fuori legge la manifestazione e ordinando a chi era in piazza di disperdersi. Al momento, sono tre i morti e almeno 35 i feriti. L’auto – una Dodge Challeneger grigia – che si è scagliata contro quella che è stata fin da subito definita la maggiore manifestazione di suprematisti bianchi negli Stati Uniti da decenni, ha investito e ucciso una donna che attraversava la strada. Le altre vittime, invece, sono state causate dalla caduta di un elicottero della polizia che perlustrava l’area degli scontri.

Polemiche sulla condanna di Trump

Il presidente Donald Trump ha condannato gli scontri e gli incidenti, ma è stato travolto dalle critiche per non essere stato tempestivo e per non aver usato parole più dure. L’inquilino della Casa bianca ha infatti espresso il suo pensiero senza fare diretto riferimento al razzismo e all’estrema destra, la quale lo aveva appoggiato durante la campagna elettorale. Tra i primi a condannare ciò che è accaduto in Virginia, lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, che ha definito “ripugnante” lo “spettacolo di Charlottesville”. Dalla Casa Bianca la prima a commentare è stata la first lady, Melania Trump, condannando la violenza che “non porta nulla di buono”. Il commento del tycoon si è fatto attendere: la sua condanna secca è arrivata dopo ore, affidata a un tweet. “Non c’è posto per questo tipo di violenza in America”. Ma la polemica sui tempi di reazione troppo lenti non si placa, soprattutto alla luce dell’appoggio degli estremisti di destra a Trump durante la campagna elettorale e la presenza nell’amministrazione del controverso stratega Steve Bannon. Le critiche sono poi aumentate quando Trump si è presentato davanti alle telecamere: “Condanniamo nei termini più duri l’intolleranza e la violenza arrivata da più parti”, ha detto il presidente, senza criticare direttamente i suprematisti bianchi. A puntare il dito contro Trump anche l’ex leader del Ku Klux Klan, David Duke: “Guardati allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a regalarti la presidenza”, ha affermato riferendosi all’invito del presidente a unirsi e opporsi all’odio.

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