Cremato il corpo di Liu Xiaobo. La moglie potrà lasciare la Cina? La donna, ai domiciliari da sette anni, era presente al funerale del marito

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Il corpo di Liu Xiaobo, dissidente e premio Nobel per la Pace 2010, è stato cremato nella città d Shenyang, dove era morto per il cancro al fegato. Il portavoce dell’amministrazione locale, Zhang Qingyang, ha confermato che la cremazione è avvenuta nella mattina di oggi, ora locale, dopo una “breve servizio funebre”. La cerimonia si è tenuta in forma privata, e all’addio a Liu Xiaobo hanno partecipato i familiari e gli amici più stretti. Durante la cerimonia, ha aggiunto, e’ stato suonato il Requiem di Mozart. Alle esequie era presente anche la moglie Liu Xia, da sette anni ai domiciliari senza alcuna accusa formale: è stata la prima apparizione in pubblico dal giorno della morte del marito. In un video diffuso dal governo locale si vede Liu Xia, provata e sorretta da altre persone.

La camera ardente

Nelle immagini diffuse si possono tra l’altro notare la bara col corpo di Liu Xiaobo, sistemata nella camera ardente, e diverse persone sfilare in un ultimo saluto. Tra i familiari, oltre alla moglie Liu Xia, vestita di nero e con occhiali e lenti scure, si possono riconoscere Liu Xiaoxuan e Liu Xiaoguang, rispettivamente fratelli più giovane e più grande del premio Nobel, e Liu Hui, fratello minore di Liu Xia.

La moglie in libertà

Nella conferenza stampa tenuta dalle autorità locali, è stato marcato il “legittimo diritto” in capo alla vedova di lasciare la Cina. Allo stato, la sua partenza, richiesta ad esempio dal segretario di Stato Usa Rex Tillerson, è un’ipotesi incerta. Liu Xia, poetessa, è agli arresti domiciliari senza processo da quando a Liu Xiaobo fu assegnato il premio Nobel per la Pace 2010 “per la sua lunga e non violenta battaglia per i diritti umani fondamentali in Cina”. Il dissidente stava scontando una pena a 11 anni di reclusione inflittagli a dicembre 2009 per “incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato” a causa del ruolo avuto nella stesura di “Carta 08”, il manifesto che chiedeva una svolta democratica e la fine dell’era del Partito comunista. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Zhang Qingyang, la moglie del defunto intellettuale sarebbe dunque libera. Il suo caso, come confermato dal portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, verrà trattato “in base alla legge” ma Geng ha anche affermato di non essere a conoscenza dei dettagli della sua situazione.

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