Inchiesta nomine in Campidoglio, Raggi dai pm per dichiarazioni spontanee La sindaca si è recata a Piazzale Clodio per dei chiarimenti sulle vicende Marra e Romeo

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Raggi

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è recata a Piazzale Clodio per incontrare il pm Francesco Dall’Olio e l’aggiunto Paolo Ielo e rilasciare dichiarazioni spontanee in merito alla vicenda delle nomine in Campidoglio, in particolare quelle riguardanti l’assunzione a capo del Dipartimento del Turismo di Renato Marra (per la quale è indagata per abuso d’ufficio assieme all’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra) e dell’ex dipendente Salvatore Romeo a capo della segreteria. Non più di tre settimane fa, la sindaca aveva ricevuto da parte della Procura l’avviso di chiusura dell’indagine relativa alle nomine (circostanza che, solitamente, prelude a un rinvio a giudizio).

La versione di Raggi

Nei giorni scorsi, dopo essere già stata ascoltata il 2 febbraio dai pm, la prima cittadina aveva fatto pervenire alla Procura una memoria difensiva nella quale si definivano con maggiore precisione gli step che avevano portato all’assunzione di Renato Marra a capo del suddetto ufficio il quale, stando a quanto affermato nel fascicolo, sarebbe arrivata dopo il suo avallo a una decisione presa “in trasparenza e autonomia” dall’assessore Adriano Meloni. Presentandosi spontaneamente davanti ai pm, Raggi ha dunque beneficiato di una delle audizioni prerogative concesse agli indagati. Il presunto reato di abuso d’ufficio contestato alla sindaca, riguarderebbe (anche se in un altro fascicolo) la promozione a capo della segreteria di Salvatore Romeo (coinvolto nel caso delle polizze vita da lui intestate a beneficio della sindaca per un valore complessivo di 41 mila euro), in precedenza semplice dipendente, salito a un ruolo dirigenziale con triplicazione dello stipendio.

Versioni

A proposito della nomina di Marra, con la sua memoria difensiva presentata dai legali la sindaca ha di fatto affermato che di quell’assunzione non fu direttamente responsabile. Una versione diversa da quella depositata inizialmente (e che, secondo la difesa, spiegherebbe la sua irritazione nello scoprire l’assunzione), quando Raggi affermò di essere stata l’unica ad aver deciso, circostanza che, a sua volta, sarebbe smentita (secondo l’accusa) dalla presenza di alcune chat (rese pubbliche nei mesi scorsi) che proverebbero il ruolo determinante svolto dall’allora capo del personale Raffaele Marra nell’assunzione del fratello. Una vicenda complessa che, proprio in queste ore, la sindaca sta cercando ulteriormente di chiarire.

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