Israele: congelato il piano per la costruzione di case per i palestinesi in Cisgordania Lo ha deciso il Gabinetto di sicurezza di Tel Aviv. Il programma, avversato dai conservatori, prevede l'edificazione di migliaia di abitazioni entro i prossimi 20 anni

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Tel Aviv congela momentaneamente il possibile via libera a un piano per l’espansione urbanistica della città cisgiordana di Qalqilya dalla zona A (quella sotto controllo palestinese) alla C (quella sotto giurisdizione israeliana in base agli Accordi di Oslo). Lo ha deciso il Gabinetto di sicurezza di Israele. Nei prossimi 10 giorni, secondo le decisioni prese nelle scorse ore, il ministero della Difesa e il Consiglio di sicurezza nazionale dovranno ulteriormente esaminare il piano e riferire i dettagli al Gabinetto. Se approvato, il piano – che ha contro molti ministri di destra del governo – permetterebbe la costruzione di migliaia di case per i palestinesi entro i prossimi 20 anni: il numero comprende la legalizzazione di abitazioni già edificate in luoghi che si trovano nella zona C, quella di pertinenza di Israele.

Intanto il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) ha telefonato al nuovo presidente dei laburisti israeliani Avi Gabbai per congratularsi per la sua vittoria e affrontare con lui alcuni temi della presente situazione politica. Lo ha fatto sapere lo stesso Labour aggiungendo che Gabbai ha insistito con il presidente palestinese sul fatto che “la pace non si fa nelle conferenze internazionali né in quelle regionali, ma comincia creando fiducia e personale vicinanza tra le parti”. A questo scopo il leader laburista ha anche sottolineato ad Abu Mazen la necessità di rimuovere dal sistema scolastico palestinese i testi che incitano all’odio contro Israele. Gabbai ha infine definito il presidente palestinese “partner per una iniziativa politica” e lo ha invitato ad incontrare il premier Benyamin Netanyahu “faccia a faccia”.

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