Libia: scontri a est di Tripoli, avanzata delle milizie filo Sarraj Le truppe vicine al premier sostenuto dall'Onu stanno sconfiggendo i gruppi armati che sostengono l'ex premier Ghwell

350
tripoli

Le milizie che appoggiano il governo di unità nazionale libico di Tripoli stanno avanzando a est della capitale ai danni delle formazioni armate che fanno riferimento all’ex premier Khalifa Ghwell. Lo hanno segnalato all’Ansa fonti vicine all’esecutivo sostenuto dalla Nazioni Unite e guidato da Fayez Al Sarraj riferendosi a scontri avvenuti fra domenica e martedì.

In particolare la “Brigata Tripoli“, la più forte milizia che appoggia il Consiglio presidenziale di Sarraj, ha potuto annunciare una “vittoria” e il controllo di punti strategici e ingressi principali di Castelverde, centro situato a una sessantina di chilometri a est di Tripoli. Negli scontri scoppiati domenica proprio a Castelverde vi sono stati almeno 4 morti, tra cui due civili, e 21 feriti, ha reso noto il ministero della Salute libico. Sono stati sparati razzi, anche di tipo “Grad“, e usate armi “pesanti e medie“, come ha riferito il Comitato nazionale libico per i diritti umani.

La missione Onu in Libia (Unsmil) nei giorni scorsi aveva segnalato su Twitter che il suo consigliere militare, il generale Paolo Serra, ha discusso la situazione creatasi a Tripoli con il vicepremier Ahmed Meitig, il membro del consiglio presidenziale Mohamed Ammari e “apparati di sicurezza”: “Il generale Serra ha sottolineato la necessità di una ‘de-escalation’, di assicurare la protezione dei civili e ha esortato le parti al dialogo e a concordare un immediato cessate il fuoco”, aveva informato l’Unsmil.

Già venerdì scorso, con implicito riferimento alle milizie di Ghwell, il Consiglio presidenziale di Sarraj aveva messo in guardia con un comunicato “i fuorilegge” che “qualsiasi movimento in direzione della capitale” sarebbe stato “affrontato in maniera decisa e forte“. Il Consiglio aveva rivelato che a proposito dei “movimenti sospetti” di milizie erano stati “contattati paesi amici” al “fine di garantire la sicurezza della capitale e proteggere i civili”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS