Grecia, la Commissione Ue ha chiesto la chiusura della procedura per deficit eccessivo Dal disavanzo di Pil del 15,1% del 2009 si è arrivati allo 0,7% di avanzo del 2016. Moscovici: "Il Paese raccoglie i frutti dei propri sforzi"

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Grecia

Emergenza finita, a quanto pare, sul fronte Grecia: la Commissione Ue, infatti, ha invitato il Consiglio a valutare la chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo, sostenendo che, a distanza di quasi 10 anni dall’inizio dell’iter, “oggi si riconosce la riduzione massiccia del deficit di bilancio, che si trova al di sotto della media della zona euro”. In sostanza, la situazione greca non sarebbe più un problema, con le finanze pubbliche di Atene definite ormai “sostenibili, sotto controllo e sempre più affidabili”. Una piccola svolta per il Paese ellenico che, negli ultimi anni, ha attraversato una crisi economica senza precedenti, fonte di altissime tensioni sociali interne (oltre che a livello europeo) dovute a una politica di risanamento che, a questo punto, sembrerebbe essersi rivelata efficace.

Moscovici: “Nuovo capitolo per la Grecia”

Con i risultati di bilancio ormai abbondantemente nell’ambito della positività e, secondo quanto affermato dalla Commissione, i controlli dovrebbero ormai spostarsi nell’ambito di un normale monitoraggio: “Dopo tanti anni di sacrifici accettati dal popolo greco – ha spiegato il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici -, il Paese raccoglie i frutti dei propri sforzi. A seguito del pagamento da 7,7 miliardi avvenuto lunedì scorso, oggi si riconosce la riduzione massiccia del deficit di bilancio, che si trova al di sotto della media della zona euro”. In sostanza, con la Grecia tornata sugli standard europei, per Moscovici “si riconosce che la cura lacrime e sangue alla fine ha funzionato” e che per lo Stato ellenico, a lungo considerato come una minaccia per l’Eurozona, si apre “un nuovo capitolo fatto di crescita, investimenti e occupazione”.

Inversione di tendenza

Un’inversione di tendenza piuttosto netta quella della Grecia che, nel 2009, registrava un disavanzo addirittura del 15,1%, convertito al termine di un lungo periodo di austerità allo 0,7% di avanzo del 2016, ben al di sotto della soglia del 3% imposta da Maastricht. Una prospettiva che, secondo la Commissione, dovrebbe mantenersi inalterata anche nei prossimi anni e, per questo, “la situazione di deficit eccessivo in Grecia” risulta ora corretta. Per il Paese, ora, ci saranno da rispettare le regole di governance post-salvataggio ma di certo, come confermato anche dalla raccomandazione della Commissione, “alla fine la Grecia raccoglie i frutti degli sforzi e dei sacrifici compiuti finora”.

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