Banche venete, alla Camera passa la fiducia sul decreto. Ostruzionismo del 5 Stelle Il No di Mdp al provvedimento mette a rischio l'iter al Senato. Slitta il voto finale

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La Camera conferma al governo Gentiloni la fiducia sul decreto delle banche venete. 318 i voti a favore, 178 contrari, un solo astenuto. Il testo è lo stesso approvato dalla commissione Finanze, dove l’unica modifica apportata fu l’inserimento del decreto sulla sospensione del pagamento di un bond di Veneto banca. Ora l’emiciclo di Montecitorio passa all’esame degli ordini del giorno, 142 per l’esattezza, sui quali il Movimento 5 Stelle, nelle scorse ore, aveva annunciato un lungo ostruzionismo. In questa maniera i tempi potrebbero dilatarsi maggiormente, poiché sui decreti legge alla Camera non è previsto il contingentamento dei tempi. Tuttavia, il voto finale è previsto in settimana. Poi il disegno di legge, che scade il 24 agosto prossimo, passerà all’esame del Senato.

L’ira di Grillo e di Sinistra Italiana

Hanno distrutto il Corpo Forestale per risparmiare una manciata di milioni e hanno regalato in tutto alle banche 86 miliardi“. Il Vesuvio è circondato, accerchiato, sfigurato. Centinaia di migliaia di persone sono bloccate in casa. Questo accade in Italia, mentre chi ci dovrebbe governare è distratto da altro, è preoccupato di far arrivare il prima possibile alle banche venete l’ultima pioggia di miliardi”. Così Beppe Grillo, in un post sul blog, commenta la fiducia della Camera. Sulla stessa scia si pone il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che parlando con i cronisti a Montecitorio e motivando il no al provvedimento del governo, afferma: “Con il decreto sulla banche venete siamo di fronte all’ennesimo schiaffo del governo e del Pd al Parlamento e al Paese. Cinque miliardi di euro – prosegue il segretario di Si – regalati a Banca Intesa. Cinque miliardi di soldi pubblici regalati ad una banca privata. Evidentemente le perdite sono di tutti, i profitti sono di pochi. E’ l’ora di cambiare – conclude – E’ ora di mettere al centro il bene comune e la tutela dell’interesse dei lavoratori e dei risparmiatori”.

Zanetti: “Una scelta sofferta

Una scelta molto sofferta per chi, come noi, non pratica la politica urlata a prescindere. Questo governo e il precedente hanno raccolto i cocci di gestioni dissennate e controlli inefficaci; hanno operato in condizioni difficilissime, cercando di fare il meglio possibile date le circostanze. Lo pensiamo anche per la vicenda Mps di questi stessi giorni”. E’ quanto dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e coordinatore dei gruppi Scelta Civica – Ala alla Camera e al Senato. “Sulle banche venete però è stato fatto il peggio, non il meglio: tre mesi abbondanti di incomprensibile immobilismo, da noi più volte denunciato, dopo lo stop europeo al piano originario; poi un’incommentabile offerta pubblica lampo, vera e propria foglia di fico, con appena 5 giorni per fare offerte vincolanti senza due diligence; quindi pazzesche condizioni a favore di un privato che soltanto la forca caudina della dichiarazione di pre-dissesto, “sapientemente” attesa, ha consentito di definire inevitabili invece che scandalose. Se a questo aggiungiamo che, da ormai 20 giorni, la legge istitutiva della commissione d’inchiesta non viene mandata in Gazzetta Ufficiale, su questa vicenda non ci sono margini per un voto diverso da un secco ‘No’“, conclude.

L’ostruzionismo dei 5 Stelle

I deputati M5S si preparano all’ostruzionismo nell’Aula della Camera sul decreto legge sulle banche venete. Tutti gli 83 deputati del gruppo hanno presentato ordini del giorno che intendono illustrare e su cui esprimere la dichiarazione di voto: dieci minuti a testa per un totale di quasi quattordici ore. A quanto si apprende, tutti gli 83 deputati del gruppo M5S intendono iscriversi a parlare in dichiarazione di voto (altre quasi 14 ore): per cui pare alle viste per domani una seduta fiume, con la possibilità di arrivare al voto finale anche venerdì.

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