Venezuela, violenza senza fine: morti un teenager e un candidato alla Costituente Il presidente del Fronte Motociclisti José Leonardo è stato ucciso prima di un comizio, il giovane durante una manifestazione contro il governo. La Chiesa chiede a Maduro di ritirare la riforma dello Stato

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Proseguono le violenze in Venezuela. L’ultimo a farne le spese è stato un candidato all’Assemblea Costituente, ucciso durante un meeting politico a Maracay, capitale dello Stato di Aragua, nel nord del Paese. Secondo testimonianze raccolte dalla stampa locale, José Luis Rivas Arangure, presidente del Fronte Motociclisti José Leonardo e candidato alla Costituente nelle elezioni del prossimo 31 luglio, stava per pronunciare un discorso quando qualcuno gli ha sparato dal pubblico, uccidendolo sul colpo.

Teenager ucciso

In precedenza un 17enne era morto durante una manifestazione contro il governo di Nicolas Maduro andata in scena nello Stato di Caradobo, sempre nel Venezuela settentrionale. Lo ha reso noto un deputato oppositore, Marco Bozo Tamayo, che ha identificato la vittima come Rubén Dario Gonzalez Jimenez, morto dopo essere stato “raggiunto da una pallottola” a Valencia, terza città più importante del Paese sudamericano. Tamayo ha dato la notizia della morte di Gonzalez su Twitter, dove durante tutta la giornata ha informato sullo svolgimento della giornata nazionale di blocchi stradali – il cosiddetto “trancazo“- convocato dall’opposizione contro il governo, denunciando una forte repressione della Guardia Nazionale in varie zone di Valencia. Si tratta della 93/a vittima dall’inizio dell’ondata di protesta anti governativa, nell’aprile scorso.

In una situazione che si fa via via sempre più drammatica la Chiesa venezuelana ha rivolto l’ennesimo appello a Maduro affinché ritiri la proposta di riforma costituzionale e riconosca l’autonomia di altri poteri dello Stato, come il Parlamento e la Procura Generale. Questi sarebbero, secondo i vescovi, i primi passi verso “una soluzione pacifica” della crisi politica, economica e sociale che attraversa il paese. A 20 giorni dalla data prevista per le elezioni per l’Assemblea Costituente lanciata da Maduro -denunciata come incostituzionale e antidemocratica dall’opposizione- la conferenza episcopale di Caracas ha inviato una lettera formale al presidente, dopo l’assemblea plenaria dei vescovi venezuelani.

La lettera

Nella missiva, i presuli chiedono a Maduro di avere “l’audacia necessaria” per riportare il Venezuela verso “la pacificazione e la riconciliazione“, seguendo “il cammino segnalato dal Santo Padre Francesco“. In questo senso, i vescovi ricordano che il governo di Caracas deve ancora implementare gli accordi raggiunti durante le conversazioni con l’opposizione -accompagnate dall’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud) e la Santa Sede– e interrotte nel dicembre scorso. Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, in una lettera inviata alle parti in quel momento, definì quattro condizioni per il dialogo politico: restituzione dei poteri costituzionali del Parlamento, un calendario elettorale negoziato, un corridoio umanitario per cibo e viveri e la liberazione dei prigionieri politici.

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