Vaccini obbligatori, via alla discussione in Senato: bocciate le cinque pregiudiziali

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E’ iniziato, nell’aula di Palazzo Madama, l’esame del dl sui vaccini, con il Senato chiamato a esprimersi sulla questione della fiducia posta dal governo. In attesa dell’esito della raccolta firme avviata dalla Lega per chiedere il voto segreto su alcuni punti del decreto, l’Aula ha respinto, per alzata di mano, le cinque pregiudiziali presentate dalle opposizioni. Il dibattito del Senato sembrerebbe orientato a concludersi nella mattinata di domani (sono 25 i senatori che prenderanno la parola), prima di passare al vaglio della Camera. Il testo è giunto a Palazzo Madama dopo l’ok della Commissione igiene e sanità del Senato. Durante la seduta notturna era stato approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede profilassi anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. A spiegare la motivazione del respingimento di tutte le pregiudiziali (e anche del suddetto emendamento) è stato il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Giorgio Tonini: “E’ necessario che ci presentino un testo che quantifica l’onere e proponga una copertura finanziaria altrimenti non si può fare”.

Meno profilassi obbligatorie

Il testo che sarà discusso e votato a Palazzo Madama è una versione diversa rispetto a quella varata dal governo, frutto di un difficile dibattito interno cui si sono aggiunte diverse iniziative promosse da associazioni di genitori contrarie all’obbligatorietà della profilassi quale condizione per iscrivere i propri figli a scuola. La prima novità riguarda la riduzione da 12 a 10 delle vaccinazioni richieste. Resta fuori l’anti-meningococco B e C, il quale non sarà più obbligatorio ma semplicemente promosso e consigliato dalle Asl, insieme con l’anti-pneumococco e l’anti-rotavirus. Resta la gratuità non solo dei vaccini obbligatori (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella) ma anche dei 4 consigliati.

Ridotte le sanzioni

L’altra novità concerne le sanzioni applicabili ai genitori che non vaccineranno i figli iscritti a scuola. Nel dl varato dal governo erano previste pene pecuniarie comprese fra i 500 e i 7.500 euro, nella nuova formula resta confermata la sanzione minima, mentre quella massima scende a 3.500 euro. Viene inoltre esclusa la possibilità di segnalare i padri e le madri inadempienti alla Procura presso il Tribunale dei minorenni, per valutare l’eventuale perdita della patria potestà. E’ passato poi l’emendamento di Forza Italia che consente la somministrazione dei vaccini pediatrici direttamente in farmacia da parte dei medici. Questa misura, su cui è stato manifestato più di un dubbio, potrà essere applicata solo con un decreto ministeriale.

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