Caso Cucchi, rinvio a giudizio per i cinque carabinieri coinvolti: in aula il 13 ottobre I militari sono accusati di omicidio preterintenzionale del geometra romano, in riferimento alla sua morte avvenuta il 22 ottobre 2009

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Cucchi

Dopo 8 anni arriva la prima vera svolta nell’ambito del caso Cucchi: il gup Cinzia Parasporo ha infatti deciso, al termine dell’udienza odierna, di rinviare a giudizio i cinque carabinieri coinvolti nell’indagine, tre dei quali accusati, secondo quanto stabilito dai pm nei mesi scorsi, di omicidio preterintenzionale, ovvero del pestaggio che sarebbe avvenuto nella stazione “Appia” e avrebbe determinato la morte del geometra romano. Il processo per i militari Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco (i tre sui quali grava l’accusa di omicidio), assieme al comandante Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, accusati di falso (il primo) e calunnia (entrambi), si svolgerà il prossimo 13 ottobre, a Rebibbia, davanti alla III Corte d’assise.

Cucchi, l’inchiesta-bis

Per la prima volta da quel 22 ottobre 2009, quando il 29enne morì mentre si trovava ricoverato presso l’ospedale “Sandro Pertini”, la sorella di Cucchi, Ilaria, si dice soddisfatta dello svolgimento degli indagini: “Finalmente i responsabili della morte di mio fratello, le stesse persone che per otto anni si sono nascoste dietro le loro divise, saranno chiamati a rispondere di quanto commesso”. L’accusa di omicidio è stata lanciata sui militari a seguito della cosiddetta “inchiesta-bis”, al termine della quale il pm Giovanni Musaró aveva specificato come il pestaggio messo in atto dai carabinieri “con schiaffi, calci e pugni” si fosse rivelato decisivo per il decesso del giovane, avendo provocato una “rovinosa caduta con impatto al suolo della regione sacrale”. Un fattore al quale andava unita “la condotta omissiva dei sanitari che avevano in cura Cucchi al Pertini”. Già il 24 febbraio scorso, era arrivata la sospensione del servizio per tutti i militari coinvolti nell’inchiesta. La seconda tranche d’inchiesta, inoltre, aveva permesso di scagionare in via definitiva i tre carabinieri inizialmente accusati (da qui l’accusa di calunnia nei confronti di Mandolini e Nicolardi).

Il legale: “Faranno un giusto processo”

“Faranno un processo come imputati, finalmente faranno un giusto processo e hanno finito di farlo fare ad altri”. Questo il commento dell’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, il quale si è espresso così in merito all’accoglienza da parte del gup della richiesta di rinvio a giudizio. La stessa Cinzia Parasporo, inoltre, ha disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione con riferimento all’imputazione di abuso di autorità contestata a Di Bernando, D’Alessandro e Tedesco.

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