Centrodestra, Marchionne declina l’offerta: “Io leader? Non ci penso proprio” Il nome dell'ad di Fca come possibile candidato premier dei moderati era stato fatto nei giorni scorsi. Toti: "E' un bravo imprenditore ma di Berlusconi ce n'è uno"

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Berlusconi è un grande, nella sua uscita ha spiazzato tutti quanti, chapeau per lui” ma a fare il candidato leader del centrodestra non ci pensa proprio, “nemmeno di notte“. Lo ha detto Sergio Marchionne al suo arrivo al paddock della Ferrari al Gp d’Austria. Il nome del numero uno di Fiat Chrysler nei giorni scorsi era stato indicato come candidato premier ideale per l’ex Cavaliere spiazzando gli alleati.

Dubbi su Marchionne sono stati espressi anche da Giovanni Toti. “E’ una persona che ha fatto molto bene nel mondo dell’impresa, certamente una persona di grande valore. Non so se abbia intenzione di scendere in campo. E, soprattutto, non so se ne sarebbe capace” ha commentato il governatore della Liguria, fedelissimo dell’ex premier. “Non credo – ha argomentato – si debba cercare un altro Berlusconi anche perché non lo troveremmo” e “di certo non basta essere un uomo di successo nel mondo dell’impresa, o dell’accademia, o dell’economia, per essere il nuovo Berlusconi. La storia recente lo dimostra”.

Quanto a Carlo Calenda, “è un buon ministro – ha replicato Toti -, ma non è mai stato un uomo di partito. Né so quali siano le sue ambizioni nella vita. Credo invece che Berlusconi e anche gli altri leader del centrodestra farebbero cosa buona e giusta a valorizzare le risorse interne”. Di sè, Toti dice di essere “già ipervalorizzato“, ma “farebbero bene a costruire l’offerta politica ripartendo dalle nostre cose. Dove abbiamo, non per citarmi, ottimi governatori, ottimi sindaci, giovanissimi consiglieri regionali, e anche una buona classe parlamentare. Il metodo è molto semplice: bisogna ripartire dalla meritocrazia e dal consenso che ciascuno di noi si è conquistato fra i propri elettori”. “Mi auguro che si incontrino presto Salvini, Berlusconi e la Meloni”, che non da soli ma “in un’assemblea vasta composta da tutte le forze vive dei nostri territori”.

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