Ecco la particella “Xi”, aiuterà a capire cosa unisce la materia Scoperta al Cern di Ginevra, si tratta di un barione con due quark pesanti

365
particella

Scoperta senza precedenti al Cern di Ginevra. Gli studiosi hanno individuato una particella, ribattezzata col nome di “Xi”, fondamentale per comprendere quella “colla” che mantiene unita la materia ovvero capire una delle quattro forze fondamentali della natura: la così detta forza forte. L’annuncio della scoperta della particella, inseguita per anni dai ricercatori, è stato dato durante la conferenza della Società Europea di Fisica, in corso a Venezia. Lo studio, in via di pubblicazione sulla rivista “Physical Review Letters“, è stato realizzato grazie all’acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc).

La particella “Xi”

Vista dall’esperimento chiamato Lhcb, la particella appartiene alla famiglia dei barioni, la stessa di cui fanno parte protoni e neutroni che costituiscono la materia visibile, e come tutti i barioni è composta da tre quark. Tuttavia, nei barioni finora noti si trova al massimo un solo quark pesante, mentre la particella Xi ha due quark pesanti. “E’ la prima volta che si osserva una particella simile: un barione con due quark pesanti”, ha detto Donatella Lucchesi, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell’università di Padova e membro della collaborazione Lhcb. “Osservare una particella del genere – ha detto ancora Lucchesi – è stato possibile grazie alla grandissima quantità di dati che sta producendo l’acceleratore Lhc. Questo – ha evidenziato – permette di raggiungere un obiettivo non facile, come è riuscire a riprodurre la materia in tutti i suoi stati possibili”.

Il Cern

Fondato nel 1953, il Cern promuove la cooperazione degli stati europei (21 i Paesi in tutto) a scopi esclusivamente pacifici nel settore della fisica nucleare e delle particelle. Con i suoi acceleratori,favorisce la ricerca di punta nel campo della fisica delle alte energie. Per seguire in modo dinamico gli sviluppi in questo settore, nel 2009 venne realizzato un grande collisore di adroni (Lhc). Inoltre, il Centro di Ricerca sta estendendo il suo campo d’attività alla fisica dei neutrini. Ubicato a cavallo della frontiera franco-elvetica, il laboratorio impiega in modo permanente 2500 ricercatori e tecnici, che portano avanti la ricerca scientifica nel settore della fisica nucleare e delle particelle insieme a circa 10.000 ricercatori provenienti da ogni parte del globo. Fin dalla sua creazione, avvenuta oltre sessant’anni fa, si è imposto come punto di riferimento per quasi tutte le scoperte sulla struttura della materia. Il laboratorio si occupa della questione dell’origine della materia, del tipo di particelle che la compongono e delle forze che mantengono unite queste ultime. Qui venne scoperto il bosone di Higgs, scoperta che valse al Cern il Nobel per la fisica nel 2013.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS