Anticorruzione, Cantone alla Camera: “L’Anac non può occuparsi di ogni forma di illegalità” Il presidente dell'organismo ha presentato la relazione sull'attività del 2016: "Gli appalti non si possono fare solo con il 'bollino' di Anac"

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Cantone

Sul ruolo di Anac si sono ingenerate “aspettative forse eccessive nell’opinione pubblica e negli operatori e anche qualche equivoco sui reali ambiti di intervento”. Lo ha detto il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, nel corso della sua relazione alla Camera, dove si è svolta la presentazione del rapporto 2016 sull’attività dell’Autorità. Secondo il presidente, infatti, “l’Anac non è un organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità”. E, a questo proposito, Cantone richiama alla necessità di non “assecondare l’idea che gli appalti si possano fare solo con il ‘bollino’ dell’Anac”. Un’affermazione, quella del presidente, arrivata nel corso della relazione su un triennio che, come spiegato, ha chiuso “la fase ‘costituente'” dell’azienda, la quale “è oggi un’istituzione che, dismessi gli abiti della novità, è riconoscibile non solo alle amministrazioni pubbliche e agli operatori economici, ma anche a gran parte dei cittadini”.

Migranti, Cantone: “Nel 2016, 2600 esposti”

Un’attività della quale Cantone ha fornito alcuni numeri, specificando che “lo scorso anno sono state avviate 845 istruttorie, soprattutto nei confronti di comuni, strutture sanitarie e società pubbliche, mentre pochissime (12) sono state le sanzioni irrogate, a conferma del loro utilizzo solo come extrema ratio ma anche dell’elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità”. Questo a fronte di un anno, il 2016, durante il quale sulla questione dei servizi e delle forniture legate ai migranti, “gli esposti su presunte irregolarità sono stati quasi 2.600″. Sull’argomento, Cantone ha spiegato che “numerose sono state le attività sulla gestione dei centri di accoglienza per stranieri e richiedenti asilo. Dopo essersi occupati nel 2015 del Cara di Mineo, lo scorso anno è stata delegata alla Guardia di Finanza un’ispezione sul Cara di Castelnuovo di Porto che ha messo in luce inadempimenti del gestore su vari aspetti del servizio (dalle pulizie ai pasti), carenza nei controlli degli ospiti in entrata e uscita e l’inattendibilità delle presenze dei residenti, cui è legato il corrispettivo contrattuale”.

Sanità

Assieme alla questione migranti, tra i settori sottoposti a maggior attenzione dall’ente anche quello della sanità il quale “per i rapporti curati da organizzazioni indipendenti, i tanti fatti di cronaca e le ingenti risorse investite continua a destare particolare preoccupazione”. Cantone ha spiegato che “grazie alla proficua collaborazione con il ministero della Salute e Agenas, si sono individuate le aree più vulnerabili ad abusi e corruzione (gli appalti, i concorsi, l’accreditamento, la gestione dei proventi delle sperimentazioni cliniche, delle liste d’attesa e delle camere mortuarie) e si è chiesto di adottare per esse specifiche misure preventive, la cui attuazione sarà oggetto di un piano ispettivo ad hoc”.

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